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Superbonus 110%, Draghi: "Siamo contrari, costi triplicati: non vi è trattativa sul prezzo"

Martedì 3 Maggio 2022
Superbonus 110%, Draghi: "Siamo contrari, costi triplicati: non vi è trattativa sul prezzo"

(Teleborsa) - "Il nostro governo è nato come governo ecologico, fa del clima e della transizione digitale i suoi pilastri più importanti. Il ministro dell'ambiente è stato straordinario, ha fatto provvedimenti straordinari. Ma possiamo non essere d'accordo su tutto. Non siamo d'accordo sulla validità del Superbonus 110%. Cito un esempio: il costo di efficientamento è più che triplicato grazie ai provvedimenti del 110%, i prezzi degli investimenti necessari per le ristrutturazione sono più che triplicati perché il 110% di per sé toglie l'incentivo alla trattativa sul prezzo. Poi, le cose vanno avanti in Parlamento, il governo ha fatto quel che poteva e il nostro ministro è molto bravo". È quanto ha affermato il presidente del Consiglio Mario Draghi nella sua replica al Parlamento europeo di Strasburgo.

Contro le parole del premier si sono scagliati i Cinque stelle. "Vorrei ricordare al nostro presidente del consiglio che il Superbonus è espressione della volontà parlamentare di tutte le forze politiche, e per questo, – ha sottolineato in una nota il deputato M5S Riccardo Fraccaro – anche se il suo giudizio personale è negativo, non può boicottare una misura che peraltro in più occasioni ha ricevuto lodi dalla stessa Unione Europea".

Critiche arrivano anche da Confedilizia. "Il Presidente del Consiglio ha detto oggi di essere contrario al Superbonus del 110 per cento per gli interventi di miglioramento sismico e risparmio energetico degli edifici, in quanto foriero di aumenti dei prezzi. Il problema segnalato dal premier esiste, anche se l'aumento dei prezzi è stato determinato da molteplici fattori ma quel che lascia perplessi è il fatto che il Governo, impossibilitato a bloccare questa misura in quanto voluta dalla quasi totalità del Parlamento, abbia introdotto negli ultimi mesi evidenti ostacoli alla sua concreta applicazione, in particolare attraverso i limiti imposti alla cessione del credito – ha affermato il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa –. Questo modo di procedere, oltre a non distinguersi per trasparenza, ha prodotto due conseguenze molto negative: la prima è stata quella di mettere in estrema difficoltà, in alcuni casi addirittura in crisi, imprese, professionisti e proprietari che avevano i cantieri aperti; la seconda è stata quella di bloccare l'utilizzo anche di tutti gli altri incentivi per interventi sugli immobili, per i quali il meccanismo di cessione del credito e sconto in fattura consentiva un'applicazione anche da parte di cittadini a reddito medio-basso".

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