Superbonus 110%, villette senza vincolo Isee. Tassa tavolini, stop di 3 mesi e sale lo sconto per i mobili

Domenica 19 Dicembre 2021
Superbonus 110%, villette senza vincolo Isee. Tassa tavolini, stop di 3 mesi e sale lo sconto per i mobili

Superbonus per le villette unifamiliari senza il vincolo dell’Isee, proroga di tre mesi dell’esenzione per la tassa sui tavolini all’aperto e ampliamento dello sconto fiscale per l’acquisto di mobili. In extremis maggioranza e governo hanno trovato l’intesa sugli ultimi nodi della legge di Bilancio. In realtà il tema delle villette è al centro delle trattative da settimane, con i partiti concordi nel far saltare questa limitazione e il ministero dell’Economia deciso a verificare le coperture finanziarie della misura (oltre che prudente sul 110 per cento in generale). L’accordo raggiunto ieri sera, che ora deve essere tradotto in un emendamento, prevede che anche questo tipo di abitazioni possano accedere all’agevolazione, con il vincolo di aver completato il 30 per cento dei lavori entro il prossimo 30 giugno. Insomma per limitare in qualche modo la spesa viene introdotto un paletto temporale, al posto di quello basato sulla situazione reddituale e patrimoniale dei proprietari che avrebbe avuto anche difficoltà di applicazione.

 

Pensioni anticipate per gli operai edili (da 36 a 32 anni di contributi con 63 anni di età) per chi utilizzerà l'Ape social

 

I tempi

Altro dossier chiuso con una soluzione di compromesso è quello che riguarda tassa e canone per l’occupazione di suolo pubblico. L’esenzione definita per favorire bar e ristoranti in difficoltà per il Covid permettendo loro di aggiungere tavolini all’aperto verrà confermata ma al momento solo per tre mesi. Il tema è destinato quindi a riproporsi in vista della stagione primaverile, quando la possibilità per i locali di sfruttare il dehors diventa ancora più decisiva.

Alla fine il ministero dell’Economia ha fatto qualche concessione anche sul bonus mobili. Si tratta di un’ulteriore detrazione per l’acquisto di mobili e elettrodomestici in occasione di una ristrutturazione edilizia. La spesa massima è fissata quest’anno a 16 mila euro, mentre per il prossimo la versione originale della legge di Bilancio prevedeva una riduzione a 5 mila. Ora si è deciso di raddoppiare questa ultima cifra.

È stata trovata un’intesa anche in tema di previdenza, con la possibilità per i lavoratori edili (e i ceramisti) di accedere a 63 anni e con 32 di contributi all’Ape sociale, trattamento ponte in vista della pensione vera e propria. Sommando i due requisiti si tratta di una sorta di “Quota 95”; attualmente sono previsti invece 36 anni, ma per gli interessati è difficile centrare questo obiettivo in un settore complicato come quello dell’edilizia. La richiesta era di scendere a trent’anni, è stata dunque accolta ma non del tutto.

Sarà rifinanziata infine con una somma tra i 10 e i 20 milioni la misura che favorisce l’impiego di psicologi nelle scuole per aiutare i ragazzi a fronteggiare le conseguenze del Covid.

Tutte le novità troveranno posto in uno o più emendamenti, che dovrebbero finalmente sbloccare l’iter del provvedimento. Finora la commissione Bilancio del Senato non ha ancora votato nemmeno un articolo della legge di Bilancio, fatto questo mai accaduto nella storia. Con il pacchetto finale ormai chiuso, il Senato potrebbe terminare il proprio esame all’antivigilia di Natale, con l’inevitabile voto di fiducia e annesso maxi-emendamento del governo destinato ad assorbire tutte le misure. Seguirà negli ultimi giorni di dicembre il passaggio alla Camera, che sarà solo formale perché i deputati non avranno la possibilità di modificare nulla, visto che è imminente la scadenza di fine anno.
 

La linea

Sempre in tema di pensioni, oggi è in programma l’incontro tra governo e sindacati. Il canale preferenziale per l’Ape degli edili era una delle richieste immediate di Cgil, Cisl e Uil, che però sul tema hanno molte altre proposte da fare. Il nodo principale è la forma di uscita anticipata che dovrà essere eventualmente adottata dopo il 2022. Solo per il prossimo anno sarà in vigore la “Quota 102”, una sorta di uscita morbida dalla “Quota 100” che scade il prossimo 31 dicembre. Il governo propone per il futuro un meccanismo in cui l’anticipo pensionistico è legato al calcolo contributivo della pensione (come avviene già oggi con Opzione Donna riservata alle sole lavoratrici); le confederazioni ritengono che questo schema vada a penalizzare eccessivamente l’assegno previdenziale.

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 21 Dicembre, 09:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA