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Superbonus più facile, via ai crediti frazionati. L'Agenzia delle Entrate: cessione per annualità

Sabato 7 Maggio 2022 di Luca Cifoni
Superbonus più facile, via ai crediti frazionati. L'Agenzia delle Entrate: cessione per annualità

Superbonus, si cambia ancora. Dopo che nel decreto energia appena approvato dal governo è stata inserita la possibilità per le banche di cedere il credito ai propri correntisti anche prima del quarto passaggio, arriverà per via amministrativa un altro importante tassello: ovvero la facoltà di frazionare per annualità il credito da cedere. Si tratta di un ulteriore elemento di flessibilità per un sistema che rischiava di bloccarsi. L’annuncio lo ha fatto il direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini nel corso di un convegno di Eutekne e Credit Agricole presso la Scuola Grande di San Rocco a Venezia.

 

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​Superbonus più facile

«Nel momento in cui il credito è immesso nel sistema può essere ceduto con singoli codici per singole annualità a cui si riferisce, a soggetti diversi per ogni singolo anno» ha spiegato Ruffini, aggiungendo che il chiarimento sarà ufficializzato «con una circolare nelle prossime settimane». L’opzione del frazionamento almeno per annualità rende più facile per le banche smaltire i crediti di cui si sono fatte carico e quindi in prospettiva permette loro di accettarne di nuovi.

 

 


LA VICENDA


La novità va inserita nella complessa vicenda del superbonus, che dallo scorso autunno ha avuto una svolta con la decisione del governo di intervenire contro il rischio di truffe incentrate proprio sul meccanismo della cessione dei crediti. Ovvero il meccanismo che - insieme alla generosità senza precedenti del 110 per cento di detrazione - aveva decretato il successo della misura voluta a metà del 2020 in particolare dal Movimento Cinque Stelle. I soggetti che eseguono i lavori hanno infatti la possibilità di usufruire subito del vantaggio fiscale, invece di attendere le successive dichiarazioni dei redditi, cedendo il relativo credito a una banca o alla stessa impresa; la quale a sua volta può scontarlo presso un istituto di credito. Si è creato così gradualmente un mercato dei crediti, dietro ai quali però in alcuni casi non c’erano lavori effettivamente eseguiti.

 

 

LA SCELTA

Di qui la scelta dell’esecutivo si limitare fortemente la cessione, con vincoli che però sono risultati talmente drastici da fermare le ristrutturazione edilizie. All’effetto penalizzante dell’incertezza normativa si è aggiunto infatti quello della frenata decisa dalle Poste e da alcune banche, ovvero dai protagonisti del mercato della cessione dei crediti. Un effetto saturazione che ha avuto l’ulteriore conseguenza di mettere nei guai molte imprese che avevano applicato ai clienti lo “sconto in fattura”, accettando quindi il credito in pagamento con l’idea di poterlo poi cedere. Sono così arrivati i correttivi, fino a quello relativo alla cessione ai correntisti. E poi l’apertura sul frazionamento, che definisce ora un assetto complessivo più favorevole. Un cambiamento di rotta che «permette di riaprire la pianificazione fiscale delle banche e questo volano importantissimo per l’Italia» ha commentato il vicedirettore generale dell’Abi Gianfranco Torriero. «Il contributo di chiarezza del direttore Ruffini è stato molto apprezzato da imprese e banche - ha osservato Enrico Zanetti, senior partner di Eutekne - chiudere alle cessioni, ora che le frodi sono state finalmente rese molto difficili, sarebbe folle almeno quanto lo è stato consentirle per mesi e mesi quando commettere le frodi era viceversa molto facile».


LO SCONTRO


Nel frattempo però il superbonus è diventato un ulteriore elemento di scontro della maggioranza, in particolare dopo le parole del presidente del Consiglio Draghi che intervenendo al Parlamento europeo ha espresso i suoi dubbi sullo strumento superbonus. Non tanto sul fronte delle possibili frodi, quanto sulla spinta che può aver dato all’incremento dei prezzi nel settore.
 

Ultimo aggiornamento: 9 Maggio, 12:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA