Superbonus nel caos, i lavori a rischio stop. Subito i controlli del fisco

Sabato 13 Novembre 2021 di Andrea Bassi
Superbonus nel caos, i lavori a rischio stop. Subito i controlli del fisco

Il decreto legge adottato mercoledì scorso dal governo per evitare gli abusi e le frodi sui bonus edilizi è entrato in vigore. Ma il testo, pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale, rischia di mandare nel caos i cantieri già avviati e quelli ancora da avviare. Alcuni passaggi del provvedimento hanno bisogno di tempo per essere attuati. Ma alcuni dei bonus, come la detrazione del 90 per cento sulle facciate, scade a fine anno. E non è nemmeno chiaro se le nuove regole hanno valore per tutti i lavori o solo per quelli ancora da avviare.

Il decreto Anti-frodi prevede per poter ottenere lo sconto in fattura, per esempio, l’estensione a tutti i bonus delle procedure di asseverazione e di apposizione del visto di conformità da parte di un tecnico, oggi valide soltanto per il superbonus al 110 per cento. Questa nuova procedura ha implicato però, la necessità per l’Agenzia delle entrate di modificare la piattaforma per la comunicazione delle cessioni del credito e dello sconto in fattura. Anche perché il Fisco dovrà avviare dei controlli “preventivi” e potrà bloccare immediatamente le operazioni di cessione sospette. Fino a ieri a tarda sera non è stato più possibile comunicare operazioni di sconto in fattura. Poi l’Agenzia ha predisposto e approvato a tempo record un nuovo modello e il sistema è ripartito. Per evitare le frodi, inoltre, il decreto legge ha previsto che il ministero della transizione ecologica emani, entro 30 giorni, un provvedimento per determinare i valori massimi che potranno essere inseriti nei computi metrici per determinati prodotti e lavorazioni. Senza questo nuovo “prezzario”, insomma, difficile far partire nuovi lavori. 

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L’Ance, l’associazione dei costruttori, che pure ha sostenuto il governo nella necessità di evitare che i bonus edilizi fossero oggetto di frodi, ha già chiesto che le nuove procedure siano applicate soltanto ai lavori che partiranno dal primo gennaio del prossimo anno o, in alternativa, a quelli decisi dopo il 12 novembre, ossia successivamente alla pubblicazione del decreto Anti-frodi in Gazzetta.

Il tema dei superbonus ha infiammato il clima politico. «Era meglio accogliere la proposta del ministro Patuanelli all’ultimo consiglio dei ministri, trasformando il decreto» con la stretta anti-frodi per il Superbonus e gli altri bonus edilizi «in un emendamento al decreto fiscale, per avere più tempo di valutarne l’impatto ed evitare le problematicità che stiamo vedendo in queste ore», hanno fatto sapere dal Movimento Cinque stelle, maggiore sostenitore della misura. «Ora», dicono le stesse fonti, «sono necessari interventi correttivi per evitare che si blocchino i lavori in corso e quelli che stavano per iniziare». I grillini, insomma, promettono battaglia al Senato dove, giurano, saranno introdotti dei correttivi «importanti». Ieri intanto, è arrivata in Senato anche la legge di Stabilità. All’interno della manovra è contenuta anche la seconda stretta, quella che riguarda direttamente il superbonus del 110 per cento con l’introduzione del tetto Isee di 25 mila euro per i lavori sulle villette unifamiliari. La soglia, in questo caso, entrerà in vigore nel 2022. 

La manovra trasmessa ieri in Parlamento prevede anche la proroga per tre anni, fino al 2024, della cessione del credito e dello sconto in fattura per tutti i bonus edilizi. Anche se con alcuni decalage. Il bonus facciate, per esempio, il prossimo anno passerà dal 90 al 60 per cento. Il superbonus del 110 per cento nel 2024 scenderà al 70% per poi calare ancora al 65 per cento. Secondo le stime presentate nella relazione tecnica alla manovra della Ragioneria generale, il superbonus prorogato nella versione rivista all’interno della legge di Bilancio, costerà poco più di 14 miliardi dal 2022 al 2037. Per l’agevolazione sugli interventi effettuati da condomini e persone fisiche, il costo stimato è di poco meno di 13,2 miliardi, per gli interventi sulle villette con tetto Isee è di 795 milioni, mentre per le case popolari è di 96 milioni. 

Ultimo aggiornamento: 12:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA