MARIO DRAGHI

Taglio delle tasse sul lavoro «da 12 miliardi». Scuole ideate da archistar

Venerdì 29 Ottobre 2021 di Alberto Gentili
Taglio delle tasse sul lavoro «da 12 miliardi». Scuole ideate da archistar

Quando, dopo oltre tre ore emerge dal Consiglio dei ministri che ha dato il via libera alla legge di bilancio, Mario Draghi si «dichiara molto soddisfatto». Racconta del «lungo applauso» che ha chiuso la riunione di governo, a tratti aspra a causa dello scontro con i 5Stelle sulla riforma del reddito di cittadinanza. E annuncia: «Tagliamo le tasse non di 8, ma di 12 miliardi il prossimo anno, stimoliamo gli investimenti e miglioriamo la spesa sociale».

Per il premier, accompagnato dai ministri Daniele Franco (Economia) e Andrea Orlando (Lavoro), la manovra appena varata «è espansiva» e ha come bussola e come strategia di fondo la crescita: «Il Paese crescerà ben oltre il 6% il prossimo anno e del 4,7% nel 2023». Ma «dobbiamo essere capaci di mantenere questa crescita anche negli anni a venire, dando sempre maggiore attenzione alla qualità di questa ripresa che dovrà essere più equa, più di qualità, più sostenibile e rivolta all’inclusione sociale», avverte Draghi. 

Certo, i sindacati restano sul piede di guerra. Il premier apre però al confronto sulle pensioni per una riforma che dia più flessibilità in uscita, fermo restando che dal 2023 si torna al contributivo della legge Fornero. La scelta di quota 102 per il prossimo anno, con l’uscita a 62 anni di età e 38 contributi, non piace ai sindacati: Pierpaolo Bombardieri della Uil ha evocato la piazza e la Fiom-Cgil ha annunciato un pacchetto di otto ore di sciopero. Ebbene, Draghi si mostra stupito delle proteste: «Non mi aspetto uno sciopero generale, mi sembrerebbe strano, c’è la disponibilità del governo a ragionare».

Disponibilità, dunque, anche per rilanciare quel patto sociale che ora sta balbettando. Il premier annuncia che dopo un anno di Quota 102 si tornerà al contributivo, alla legge Fornero. Ma aggiunge che il governo aprirà un confronto, già nelle prossime settimane, su tre punti: flessibilità in uscita, riequilibrio delle pensioni per i giovani, recuperare al mercato del lavoro chi è andato in pensione e oggi lavora in nero. Con un principio di fondo: l’equilibrio dei conti, per cui ogni intervento dovrà essere sostenibile. «Le storture nel sistema pensionistico ci sono, ci sono prestazioni sociali inadeguate e resta il problema del debito pubblico, ma su tutti questi fronti», spiega Draghi, «è la crescita la vera soluzione». 

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Gli investimenti sono il primo volano della manovra: «89 miliardi dal 2022 al 2036, ma sommando il Recovery plan c’è un totale di 540 miliardi di investimenti nei prossimi 15 anni». In più, si agisce sul taglio delle tasse, sottolinea il premier. Il fondo da 8 miliardi previsto in manovra sarà destinato al taglio del cuneo ai lavoratori attraverso aliquote Irpef e detrazioni e alle imprese attraverso l’Irap. Come effettuare il taglio, a chi destinare le maggiori risorse, lo dirà un emendamento del governo dopo confronto con le parti sociali e il Parlamento, incrociando anche il disegno complessivo della riforma fiscale. «In più, ci sono altri interventi per un totale di 12 miliardi quest’anno e 40 in un triennio», spiega Daniele Franco.

In Consiglio dei ministri si è appena consuma l’ultimo scontro sul reddito di cittadinanza. E Draghi la mette così: «Su questa misura ho già detto in passato che ne condivido il principio, ma bisogna che abbia un’applicazione che sia esente da abusi e che non sia da intralcio al buon funzionamento del mondo del lavoro. I controlli, che verranno dettagliati nei prossimi giorni», saranno studiati «per raggiungere il primo obiettivo», dunque saranno «molto più precisi e ex ante». E i percettori del reddito dovranno accettare i lavori, perché il sistema precedente, dice il premier, «non ha funzionato» e ha spinto il lavoro nero. In più, su richiesta dei ministri dei Forza Italia, Mariastella Gelmini e di Renato Brunetta, viene stabilita una clausola di salvaguardia: gli eventuali risparmi verranno destinati alle politiche attive sul lavoro. 

Non mancano altre novità. E una di queste riguarda quella parte del Piano nazionale di ripresa e resilienza collegato alle scuole: «La legge di bilancio è coerente con il Pnrr, acceleriamo i fondi fortemente» e tra i progetti una delle «idee più importanti è quella di avere un formato standard per la costruzione delle scuole progettato da grandi architetti e che i comuni potranno usare: il tempo per costruire una scuola il tempo potrebbe essere ridotto», spiega Draghi.

Il premier si mostra fiducioso, infine, che possa proseguire all’interno della maggioranza e in Parlamento «la condivisione trovata in Consiglio dei ministri». E a chi gli chiede dell’ipotesi di Franco a Palazzo Chigi come suo successore, nel caso lui venisse eletto al Quirinale, risponde con un sorriso: «Deciderà lui...», poi si gira e interrompe la frase. Il ministro dell’Economia, al suo fianco, si affretta a fare di no con la mano. 

Ultimo aggiornamento: 07:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA