Targhe estere, addio ai limiti in Italia: chi risparmia e cosa cambia (con quali rischi) per le entrate fiscali

Venerdì 1 Aprile 2022 di Mario Landi
Targhe estere, addio ai limiti in Italia: chi risparmia e cosa cambia (con quali rischi) per le entrate fiscali

Con l'entrata in vigore del Pubblico Registro Veicoli Esteri è più facile guidare un'auto estera in Italia, ci sono disposizioni certe, e nell'attuale assenza di robusti incentivi nazionali al nuovo per chi noleggia o acquista in leasing un veicolo può risultare più conveniente ricorrere ai servizi offerti da società con sede in Paesi con tassazioni più basse. Per essere in regola, infatti, oggi basta avere a bordo un documento con data certa sull'inizio della disponibilità del veicolo straniero e per i casi previsti aver registrato la vettura al Registro Reve.

 

Targhe estere, nuova norma in vigore dal 21 marzo

In attesa di chiarimenti sugli sviluppi legati alla materia fiscale legata all'auto e, possibilmente, di un riordino complessivo in tema di tassazione del veicolo, bisogna sottolineare come l'entrata in vigore lo scorso 21 marzo dell'obbligo di registrazione al Reve permetta inoltre di limitare il malcostume dei 'furbetti' delle multe. Le nuove disposizioni, infatti, pongono un deciso freno inibitorio a quel vasto plotone di automobilisti italiani che sino a ieri ha girato sulle nostre strade con veicoli con targa estera, infischiandone delle contravvenzioni, spesso non pagate per difficoltà di notifica oltre confine da parte degli enti preposti. 'Opportunità' che in parte ha 'incentivato' proprio il ricorso a società di noleggio straniere, insieme alla possibilità (questa rimasta) di non dover versare il superbollo. Con la piena operatività del Reve, però, a seguito dell'iscrizione al registro del veicolo in uso a un italiano, gli avvisi di pagamento per le infrazioni al Codice della Strada vengono, direttamente inviate alla residenza dell'utilizzatore del mezzo.

 

 

Il fisco

L'auto continua a essere in Italia fra i beni più penalizzati dal fisco, soprattutto se si compara il trattamento rispetto agli altri Paesi europei. Il 31 marzo scadrà la deroga concessa al nostro Paese dalle autorità UE alla limitazione della detraibilità solo al 40% dell'Iva sull'acquisto dei veicoli nuovi e, al momento, ancora non è chiaro se verrà concessa la ventilata seconda proroga. Se questo accadesse, però, si potrebbe rischiare di assistere a un'emorragia di immatricolazioni verso altri mercati dell'Unione, dove l'Iva è più bassa rispetto al Belpaese (anche sino a 5 punti percentuali) e dove vigono benefici fiscali superiori sia all'acquisto sia al mantenimento dell'auto, in primis aziendale. Il quadro normativo complessivo che ne scaturirebbe, infatti, potrebbe rendere per aziende e professionisti ancor più vantaggioso e interessante rispetto a oggi ricorrere a società di noleggio e leasing straniere, anziché nazionali, con possibile nocumento oltre che per le stesse entrate del fisco (minor gettito Iva, tasse trascrizioni, bollo, Iva su assicurazioni, ecc.), anche e soprattutto per il business degli operatori di mercato, a partire dai concessionari e dai noleggiatori nazionali. Se a ciò si aggiunge, appunto, che la recente approvazione delle nuove norme legate alla guida di veicoli con targa estera con l'istituzione del Reve ha finalmente regolato la materia e ha posto chiari paletti al contendere, diradando le aree grigie e relativi rischi di confisca, lo spauracchio di emorragia di acquisti verso oltre confine cresce.

 

 

Unasca: rischio immatricolazioni più convenienti all'estero

«In nome della libera circolazione tra Paesi dell'Unione europea, da lunedì 21 marzo c'è il rischio che province, città metropolitane e regioni vedano ridursi il gettito fiscale proveniente dalle immatricolazioni dei veicoli e bollo auto oltre che dalle imposte di bollo con un ingente danno per l'Erario». Lo spiega la Segreteria nazionale degli Studi di consulenza automobilistica (Unasca) che esprime preoccupazione anche per l'attività degli operatori privati che rappresenta. «Rispetto alla stretta sulle esterovestizioni decisa dal governo nel 2018 con l'applicazione delle norme contenute nel famoso Decreto Sicurezza - aggiunge Unasca - l'Italia ha dovuto cambiare radicalmente approccio e rispettare una direttiva europea che agevola l'esercizio dei diritti dei lavoratori nel quadro della loro libera circolazione nell'Unione. Se nel 2018 si optò per l'obbligo di reimmatricolare in Italia i veicoli entro 180 giorni qualora utilizzati da cittadini residenti in Italia da oltre 60 giorni che non avevano ottemperato agli obblighi previsti, ora invece sarà sufficiente un documento con data certa dal quale risultino il titolo e la durata della disponibilità del mezzo. Superati i 30 giorni, il veicolo va iscritto nel nuovo Registro dei veicoli esteri (Reve). Per i cittadini stranieri in attesa di ottenere la residenza italiana scatta l'obbligo di reimmatricolazione entro tre mesi. Per chi non sceglie la residenza italiana, il tempo massimo consentito per circolare sul nostro territorio è di un anno ai sensi del riscritto art. 132 del Codice della strada».

 

Le novità per le targhe estere

Da lunedì 21 marzo, per effetto delle modifiche al Codice della Strada, apportate dalla Legge n. 238 del 23 dicembre 2021 tutti gli autoveicoli, motoveicoli e rimorchi immatricolati all'estero che circolano in Italia dovranno essere iscritti al REVE, il Pubblico Registro dei Veicoli Esteri. Inoltre i cittadini stranieri che ottengono la residenza italiana, dovranno obbligatoriamente immatricolare in Italia i veicoli di loro proprietà già immatricolati all'estero, entro 3 mesi dall'ottenimento della residenza. I cittadini stranieri residenti all'estero, invece, potranno circolare in Italia con veicoli con targa estera per la durata massima di un anno. Infine i conducenti - residenti in Italia ma non intestatari dei veicoli (es. locatari, leasing o noleggio, comodatari, ecc.) - dovranno portare a bordo del veicolo (oltre al documento di circolazione estero) un documento di data certa - sottoscritto dall'intestatario del veicolo - dal quale risulti a che titolo e per quanto tempo utilizzeranno il veicolo che guidano.

 

 

In particolare - rende noto l'Aci - sono obbligati a iscrivere il veicolo a Reve:

- I cittadini (italiani o stranieri) residenti in Italia, che, a vario titolo, dispongono di veicoli intestati a persone fisiche o giuridiche con residenza/sede in uno Stato estero per un periodo superiore a 30 giorni, anche non continuativi, nell'anno solare. L'utilizzo dovrà essere comprovato da un documento di data certa (ad es. contratto di noleggio, leasing, comodato ecc.) sul quale dovrà essere indicata anche la durata dell'utilizzo. L'obbligo è a carico di chi utilizza il mezzo.

- Veicoli, immatricolati all'estero, di proprietà di lavoratori subordinati che svolgono la loro attività lavorativa presso un'azienda con sede in uno Stato confinante/limitrofo, con l'Italia o lavoratori autonomi che hanno la sede della propria attività professionale presso uno Stato confinante/limitrofo (cosiddetti "frontalieri"). La registrazione dovrà essere effettuata entro 60 giorni dalla data di acquisto della proprietà del veicolo. L'obbligo è a carico dell'intestatario del mezzo.

 

Non sono invece obbligati a iscrivere il veicolo estero al Reve:

- I cittadini residenti nel comune di Campione d'Italia;

- Il personale civile e militare dipendente da pubbliche amministrazioni in servizio all'estero;

- Il personale delle Forze armate e di polizia in servizio all'estero presso organismi internazionali o basi militari;

- I familiari conviventi all'estero del personale indicato dai punti 2 e 3;

- I conducenti, residenti in Italia da oltre sessanta giorni, che guidano veicoli, immatricolati nella Repubblica di San Marino, nella disponibilità di imprese aventi sede nel territorio sammarinese, con le quali i conducenti sono legati da rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione continuativa.

 

Al Reve dovranno essere annotate le seguenti operazioni:

- registrazione del veicolo;

- cancellazione (obbligatoria) per fine disponibilità, sia in caso di anticipazione che al termine del periodo previsto;

- variazione residenza/sede;

- proroga utilizzazione veicolo.

 

Dovranno essere, inoltre, annotate le successive variazioni della disponibilità del veicolo. Chi cede la disponibilità del mezzo sarà tenuto a richiedere la registrazione delle variazioni.
Le registrazioni al Reve si potranno fare al PRA (previa prenotazione) o allo Sportello Telematico dell'Automobilista (STA).

Ultimo aggiornamento: 17:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA