Tasse e Covid, ecco chi ha diritto a proroga al 30 aprile 2021. Ma è caos

Mercoledì 18 Novembre 2020 di Francesco Bisozzi
Tasse e Covid, ecco chi ha diritto alla proroga al 30 aprile 2021. Ma è caos

Milioni di italiani si stanno chiedendo se avranno diritto o meno alla proroga al 30 aprile per il versamento degli acconti fiscali per l’anno 2020. Il tax day del 30 novembre agita insomma i contribuenti. Per alcuni la proroga scatterà in automatico, altri dovranno dimostrare un calo del fatturato e poi c'è chi rimarrà tagliato fuori dai rinvii. Per capire a quale di queste categorie si appartiene bisogna armarsi di pazienza e guardare al colore della zona in cui si esercita l'attività: per le zone rosse è prevista la proroga senza requisiti per tutte le attività individuate negli allegati 1 e 2 del Ristori bis, oltre a forfettari e minimi e a soci di società e imprese in regime di trasparenza fiscale, ma lo stesso vale anche per chi gestisce un ristorante in zona arancione.

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Nelle zone gialle, invece, chi esercita attività soggette agli Indicatori sintetici di affidabilità fiscale, forfettari e minimi e soci di società devono aver subìto un calo del 33 per cento del fatturato nel primo semestre del 2020 per poter approfittare della tregua fiscale. Orientarsi in questo labirinto di regole non è dunque un'impresa semplice.

Quanto previsto dal decreto Agosto, che per determinare chi avrebbe beneficiato dei rinvii fiscali usava esclusivamente il parametro del calo di fatturato e corrispettivi del 33 per cento, è stato modificato dai due decreti Ristori, che hanno esteso progressivamente la platea degli aventi diritto. Come? Prima inglobando i contribuenti nelle zone rosse colpiti dall'emergenza sanitaria e dalle chiusure anti-pandemia a prescindere dalle perdite registrate e poi inserendo anche alcuni gestori di attività in zona arancione, i ristoratori. Occhi puntati adesso sul Ristori ter.

La proroga delle dichiarazioni fiscali

Attesa la proroga anche per la presentazione delle dichiarazioni fiscali, il cui termine per l'invio è fissato per il momento al 30 novembre. Nei giorni scorsi il Consiglio nazionale dei commercialisti ha chiesto infatti al ministero dell'Economia lo slittamento dei termini di tutti gli adempimenti da assolvere nelle prossime settimane. «Attualmente si sta verificando in molti studi professionali una situazione di oggettivo impedimento lavorativo, a causa dei contagi da Covid-19 e degli isolamenti prudenziali che stanno colpendo sia i professionisti sia i loro collaboratori», ha spiegato il Consiglio nazionale dei commercialisti.

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Ultimo aggiornamento: 22:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA