Statali, arriva l'anticipo del Tfs: ma il percorso resta a ostacoli

Giovedì 19 Novembre 2020 di di Andrea Bassi
Fabiana Dadone, ministra della Pubblica amministrazione

La piattaforma dell'Inps per le richieste on line è operativa. La procedura è anche abbastanza semplice. Basta accedere al sito attraverso lo Spid o le credenziali, andare nella sezione di «certificazione del Tfs», inserire i propri dati, quelli dell'amministrazione presso la quale si lavorava e, infine, scegliere una delle banche aderenti alla convenzione firmata tra l'Associazione bancaria italiana e il ministero del Tesoro. Il percorso per ottenere l'anticipo fino a 45 mila euro della liquidazione (che per gli statali si chiama Tfs, trattamento di fine servizio) sembra abbastanza semplice. Ma in realtà la corsa alla buonuscita degli statali rimane ad ostacoli. Ma andiamo con ordine. Gli statali ottengono il loro Tfs se va bene due anni dopo che sono andati in pensione. Se però si è usciti in anticipo, usando per esempio lo scivolo di Quota 100 (62 anni di età e 38 di contributi), l'attesa può prolungarsi anche a 5 anni, dovendo attendere il compimento dei 67 anni per avere la prima tranche. Per questo il precedente governo, quello giallo-verde, aveva inserito proprio nella riforma delle pensioni Quota 100, una norma per permettere alle banche di anticipare fino a 45 mila euro di liquidazione. Ma dalla legge fino a ieri, quando l'Inps ha finalmente pubblicato la sua circolare applicativa e aperto il portale alle richieste, è stato un calvario.

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IL PERCORSO

Ci sono voluti due anni di decreti attuativi, regolamenti, pareri della Corte dei conti, ecc., prima di arrivare alla possibilità per i pensionati pubblici di poter chiedere all'Inps la «certificazione» del proprio Tfs in modo da poter andare in banca a chiedere l'anticipo. I problemi però, non sono finiti con l'attivazione del servizio da parte dell'Istituto di previdenza. L'Inps infatti, avrà 90 giorni di tempo per rilasciare la certificazione. Insomma, i pensionati dovranno attendere almeno altri 3 mesi prima di potersi recare in banca a chiedere i soldi. Se va bene. Perché il termine non è «perentorio» e dunque, potrebbe essere anche sforato. Una volta ottenuta la certificazione, si potrà fare domanda alla banca. A sua volta la banca, una volta accettata la proposta, dovrà comunicare all'Ente erogatore (ossia l'istituto di previdenza al quale il lavoratore è iscritto) tale accettazione. L'Ente erogatore a entro altri 30 giorni, effettuate le necessarie verifiche, comunicherà alla Banca la presa d'atto della conclusione del contratto di anticipo ed entro 15 giorni erogherà i fondi. Bene che va, per ottenere i soldi ci vorranno insomma altri 5 mesi almeno. Ma il vero problema è che, per adesso, le banche che hanno aderito alla convenzione tra Abi e Tesoro sono poche. Nove in tutto e soprattutto di piccole dimensioni. Da tempo è nata una pagina Facebook «Quelli che aspettano il Tfs...» sulla quale gli interessati si scambiano molte informazioni. Da ieri in molti lamentano di aver contattto le banche dell'elenco, ma diverse hanno risposto che non erogano il finanziamento a clienti «fuori provincia». Il meccanismo, insomma, in attesa che i grandi istituti si facciano avanti, appare ancora inceppato. Intanto la questione del Tfs degli statali potrebbe tornare presto davanti alla Corte Costituzionale. I giudici della Consulta avevano giudicato «legittimo» il differimento del pagamento nel caso in cui il dipendente fosse andato in pensione anticipata, magari usando uno scivolo come quello di Quota 100. Ma aveva suggerito al legislatore di modificare le norme per pagare immediatamente la liquidazione ai dipendenti che fossero usciti dal lavoro con i requisiti ordinari (67 anni), lasciando intendere che se fosse arrivato un nuovo ricorso avrebbero deciso in questo senso. E il ricorso è arrivato. Lo ha presentato un lavoratore iscritto al sindacato Confsal-Unsa, lo stesso che aveva condotto la precedente battaglia. «È un atto di giustizia nei confronti dei lavoratori e dei pensionati pubblici», ha commentato Massimo Battaglia, segretario generale di Unsa.

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Ultimo aggiornamento: 10:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA