Tria all'FMI: "Italia non è un rischio globale"

(Teleborsa) - "L'Italia non è un rischio globale: non c'è bisogno di alcuna rassicurazione". A dirlo è il ministro dell'Economia Giovanni Tria che, a margine dei lavori del Fmi, ha ricordato come il rallentamento dell'economia italiano è uguale a quello della Germania.

"Non ho bisogno di dare alcuna rassicurazione perché questi discorsi sul rischio non vengono mai fatti durante le riunioni. L'Italia non è un rischio globale: abbiamo avuto un rallentamento dell'economia quest'anno della stessa misura della Germania. C'è un importante rallentamento in tutta Europa: Italia e Germania rappresentano una buona parte del Pil europeo", ha dichiarato il titolare di via XX Settembre.

Tria ha sottolineanto che le previsioni del Fmi "praticamente coincidono con le nostre", aggiungendo che quelle dell'istituto di Washington per il 2020 "sono leggermente più ottimistiche". Il ministro ha voluto sottolineare che a essere in crisi "non sono i fondamenti dell'economia italiana, ma c'è un rallentamento che colpisce di più i paesi manifatturieri e più aperti alle esportazioni, quali la Germania e l'Italia".

Anche sulle banche sono arrivate rassicurazioni: Tria ha riconosciuto che gli istituti di credito nostrani "hanno risentito della doppia recessione" ma ha aggiunto che "in sé il sistema è uno dei più sani d'Europa. Le banche italiane non sono un rischio né per l'Italia né per l'Europa".

"Rispetteremo gli obiettivi strutturali concordati", ha poi aggiunto in merito alla bacchettata del commissario UE agli affari monetari Pierre Moscovici. "Con Moscovici siamo in contatto continuo e i nostri numeri sono condivisi. È chiaro - ha aggiunto - che noi vogliamo andare avanti con la riforma fiscale ma nel rispetto degli obiettivi, quelli indicati nel Def".

A margine degli incontri di primavera dell'FMI, il ministro Tria ha avuto un bilaterale con l'omologo cinese Kun Liu. "In questa fase di rallentamento dell'economia, la cooperazione con la Cina può aiutare a sostenere la crescita dell'Italia", ha dichiarato il ministro delle Finanze cinese.

Nel comunicato finale, sono state sottolineate "le grandi potenziali sinergie economiche, finanziarie e industriali tra i due Paesi. Non c'è solo la via della Seta", si legge nella nota. "Da sviluppare in concreto c'è il dialogo finanziario nel quadro di un altro MOU, quello firmato nel novembre scorso a Buenos Aires tra Tria e Liu. In quest'ottica nascono i Panda Bond e l'idea di creare un fondo congiunto di investimento a sostegno dell'attività delle piccole e medie imprese italiane e cinesi nei rispettivi Paesi".

A Washington Tria ha incontrato anche il Segretario al Tesoro USA Steven Mnuchin che ha definito l'incontro "aperto e costruttivo". Nel bilaterale si è parlato della situazione economica italiana, europea e internazionale, di commercio e prospettive di crescita globale "in un panorama dominato da incertezze e non esente da rischi", come si legge in una nota del Mef.
Venerdì 12 Aprile 2019, 19:45
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