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Usa, benzina alle stelle: 6 dollari al gallone, ennesima crisi per Biden

Martedì 24 Maggio 2022 di Luca Marfé
Usa, benzina alle stelle: 6 dollari al gallone, ennesima crisi per Biden

Benzina sul fuoco di un Paese già in fiamme.
Benzina il cui prezzo schizza alle stelle.

È record, se così si può dire, letteralmente senza precedenti: dalla tradizionale oscillazione di sempre tra 2,5 e 3 dollari al gallone, agli attuali 4,5 o 5 dollari, fino alla proiezione su agosto che supera la soglia dei 6 dollari ovunque.

6 dollari che, in realtà, sono già stati sforati in alcuni Stati, ad esempio in California.


(Un gallone equivale a 3,78 litri. Il costo della benzina normale, dunque, si aggira attorno agli 1,2 dollari per litro, circa 1,12 euro. Un prezzo considerato comunque altissimo, destinato peraltro ad aumentare ancora)

Chiunque conosca un minimo la realtà degli Stati Uniti, anche soltanto da turista, è perfettamente in grado di realizzare la gravità di una crisi addirittura epocale.
Crisi economica, certo. Che impatta durissimo sui portafogli delle famiglie, per non parlare poi dei trasporti e dunque di tutte le aziende.
Ma una crisi persino sociale perché ciò che si teme adesso è, senza troppi giri di parole, un’autentica rivolta.
Gli Stati Uniti, cioè, temono per la loro stessa sicurezza.

Mai si erano raggiunti livelli tanto alti, tanto folli.

E il presidente non sembra un granché trovare le parole adatte per rasserenare gli americani, o quanto meno per raffreddarne gli animi.

Da Tokyo, in una chiave che vorrebbe essere quasi positiva, Joe Biden sventola «un’incredibile transizione» green che tuttavia, specie nel breve periodo, non convince proprio nessuno, nemmeno intere aree del suo partito, di sicuro non il suo elettorato.
Coi repubblicani che, dal canto loro, strillano di j’accuse dalla mattina alla sera.
Altro che transizione, insomma: qua tira una brutta aria di recessione.

L’americano medio è alle corde, ed è superfluo sottolineare che ancora si lecca le ferite dopo due anni di pandemia.

Ma la benzina, in particolare, a queste latitudini è preziosa come l’oro per chiunque faccia business, qualsiasi tipo di business.

Quindi la sensazione è che, no: così proprio non si può andare avanti.

Biden rischia grossissimo.

In termini elettorali, ovviamente, con le elezioni di midterm in calendario a novembre.
Ma pure in termini di ordine pubblico perché si moltiplicano i segnali di un dissenso che potrebbe degenerare in qualcosa di diverso, di pericolosamente più intenso.

I portafogli si svuotano e non esistono soluzioni magiche a stretto giro.
E non basta nemmeno il milione di barili immessi sul mercato dal governo di Washington, rilasciati dalla Riserva Strategica di Petrolio.

Tutti provano a dare la colpa a Putin, ma il capro espiatorio non basta, non funziona.
Perché gli americani, in coda alle pompe di benzina, non ce la fanno proprio più, sono davvero inferociti.

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