Napoli-Bari, prestito di due miliardi dall'Europa per l'alta velocità

Venerdì 18 Settembre 2020 di Marco Esposito

Da Napoli a Bari in treno risparmiando cento minuti di viaggio. Adesso ci crede anche la Banca europea degli investimenti che ieri ha deliberato il più grande singolo finanziamento della sua storia: 2 miliardi di euro per la linea ad alta velocità Napoli-Bari.

Un prestito che copre un'opera pubblica già interamente finanziata dallo Stato, per cui l'intervento assume un doppio valore, simbolico e finanziario. Dal punto vista simbolico, il progetto Napoli-Bari diventa a tutti gli effetti una iniziativa europea, visto che la Bei finanzia esclusivamente azioni coerenti con gli obiettivi dell'Ue; e infatti la Bei sottolinea sia che l'opera consentirà di ridurre l'inquinamento (oggi il traffico fra Campania e Puglia è quasi esclusivamente su gomma) sia che la linea ferroviaria è un tassello della rete Ten (Trans-European Network) Scandinavia-Mediterraneo: «Ridurrà le emissioni di carbonio e sosterrà lo sviluppo sociale ed economico del Sud Italia», sottolinea la Bei.

LEGGI ANCHE Ferro e gomma, salto nel futuro ad alta velocità

Del Ten Scandinavia-Mediterraneo fa parte anche il Ponte sullo stretto, già approvato dall'Unione europea come elemento funzionale al miglioramento di tutta la rete di trasporti nell'Italia meridionale e in Sicilia. Il secondo aspetto dell'intervento Bei è, appunto, finanziario. L'Italia ha già appostato sulla Napoli-Bari 6 miliardi e 198 milioni affidando i lavori alle Ferrovie dello Stato, che è stazione appaltante, per cui il prestito da 2 miliardi, a un tasso di interesse irrisorio come tutti i finanziamenti della Bei, consente nell'immediato di spostare un importo equivalente alla somma finanziata dalla Bei per nuove necessità, auspicabilmente ancora nel Mezzogiorno, sul medesimo Ten e in particolare sulla ferrovia Salerno-Reggio Calabria, anch'essa da velocizzare, dove invece si è ancora allo stadio degli studi di fattibilità.

Il finanziamento della Bei, inoltre, dà certezza di immediata disponibilità di risorse e quindi consente di far partire finalmente la gara per il lotto più complesso del percorso, quello tra la nuova stazione Hirpinia in Campania e Orsara in Puglia, lotto che da solo pesa per un quarto dell'intera opera: 1.535 milioni di euro. È il più ardito perché affronta l'attraversamento dell'Appennino, con 25 chilometri di galleria. Con l'apertura dei cantieri lavoreranno 2.000 persone.
 


Il progetto definitivo del tunnel appenninico è stato approvato lo scorso giugno dall'amministratore delegato di Rfi, Maurizio Gentile, che è anche commissario per l'opera in base allo Sblocca Italia del 2014, decreto che all'articolo 1 prevedeva proprio l'accelerazione dei lavori per la Napoli-Bari, anche se non erogava ancora le somme necessarie. E, a proposito di denaro, per il lotto Hirpinia-Orsara è stato necessario un incremento di 109 milioni rispetto ai costi preventivati, somma recuperata da risparmi di identica entità sul tratto successivo, in Puglia, Orsara-Bovino.

Nel lotto Hirpinia-Orsara sui 1.535 milioni stanziati la maggior parte, ovviamente, è per la realizzazione delle opere. Ma sono stati appostati anche 2,8 milioni per acquisire le aree, 2,8 milioni per i monitoraggi ambientali, 32,5 milioni per la «riambientalizzazione dei siti di deposito», 1,6 milioni per le indagini archeologiche, 1 milione per «risoluzione interferenze» e 39,7 milioni per generici «imprevisti».

LEGGI ANCHE Cantieri aperti, grandi manovre nel Mediterraneo

I lavori, secondo il progetto, dureranno 2.710 giorni naturali tra progettazione esecutiva e realizzazione delle opere. Quindi sette anni e mezzo, per cui si arriverà certamente al 2028. La Bei però, ottimisticamente, continua ad accreditare nella sua nota ufficiale il 2026 come l'anno per l'ultimazione dell'opera. Qualche beneficio, per i passeggeri, ci sarà a partire dal 2023 con la conclusione dei lavori di raddoppio e velocizzazione sulla tratta Cancello-Frasso Telesino. Nel frattempo, tra Napoli e Bari, non c'è neppure un treno diretto e si è costretti al cambio, con un percorrenza minima di 3 ore e 40 minuti. Il collegamento diretto da parte di Trenitalia tra le due maggiori città dell'Italia meridionale era stato annunciato per la fine del 2019, poi riprogrammato per l'8 marzo 2020. Ma, complice la pandemia, non se ne è fatto ancora nulla. 

Ultimo aggiornamento: 18:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA