Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Parrucchieri e barbieri: «Riaprire il 1 giugno? Qualcuno già taglia i capelli a domicilio»

Lunedì 27 Aprile 2020 di Cristiano Sala
Parrucchieri e barbieri: «Riaprire il 1 giugno? Qualcuno già taglia i capelli a domicilio»

Meme, ironie social, allarmi che suonano a colpi di gif. Questo il lato "colorato" della vicenda. Quello in bianco e nero è sulle timeline dei profili social di parrucchieri e barbieri, allarmati per la decisione del Governo e della task force che gestisce l'emergenza Coronavirus. Si riaprirà il 1 giugno: «Una follia, non avrei mai pensato di dover dire una cosa del genere». Hiro Vitanza, noto barbiere milanese, si sfoga su Facebook con un video condiviso da molte persone: «Migliaia di colleghi mi scrivono dicendo che rispettano le regole mentre assistono ai lavori a domicilio "clandestini" in casa dei clienti...». Nel video sui social c'è la rabbia di una categoria: «Dobbiamo difenderla, dobbiamo tutelare un settore che da poco tempo è riuscito a riemergere. E allora taglierò i capelli ai miei clienti in giardino. Ho lo spazio giusto per fare i capelli gratuitamente a tutti i clienti».

Coronavirus, bar e negozi: a Roma 1 su 5 non riaprirà



Da Milano a Roma. Anche nella Capitale si raccolgono le reazioni alla decisione di riaprire le attività per la cura personale a dopo il primo giugno. Paolo Salomone, titolare dell'azienda Solomon's, è rimasto senza parole di fronte al discorso di Conte: «Norme troppo rigide e poco ragionevoli per la nostra categoria. Non puoi dire si chiude solo perché è rischioso. Si poteva riaprire con restrizioni ferree ma almeno potevano continuare a farci vivere. Così si alimenta il sottobosco del lavoro in nero, gente che va a casa a fare i capelli. La data del 1 giugno - dice Paolo - è un massacro economico, gli affitti dei negozi continuiamo a pagarli e la cassa integrazione per i dipendenti non arriva. Tra i miei ragazzi ci sono persone che psicologicamente, oltre che economicamente, stanno accusando questa situazione».
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Il 1 giugno è la data di apertura per i Barbieri ....non ho parole !!! Credo che chi prende queste decisioni è fuori dalla realtà , probabilmente non ha mai lavorato in un negozio, non ha mai rischiato i suoi soldi ,non sa cosa vuol dire stare fuori casa per lavorare 10/12 anche 14 ore al giorno, pagare utenze e affitti , il pensiero di dare stabilità ai tuoi collaboratori , assumersi rischi d'impresa, rischiare per dare vita alle proprie idee di imprenditoria e tutto questo da soli . E ora ci ritroviamo cosi , senza nessuna tutela e con sciacalli che vanno in giro a tagliare i capelli per le case e noi a guardare , noi che paghiamo le tasse . Questo è il grazie per quello che abbiamo fatto ..... - Potevano darci regole più stringenti ma farci lavorare . Questo che scrivo non è un commento politico , non mi interessa la politica ma , è una constatazione di quello che stiamo vivendo . ----------SCANDALOSI -----------

Un post condiviso da Paolo Salomone (@paolobarberstyle) in data:

Ultimo aggiornamento: 14:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA