Pensioni, ​nel 2019 stop all'aumento dell'età per 14.600 lavoratori. Il rinvio costa 300 milioni

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Il governo presenta in Senato l'emendamento sulle pensioni alla manovra. La proposta, si legge nell'intestazione, riguarda «i lavoratori addetti ad attività gravose» e «lo sviluppo della previdenza complementare, conseguenti al confronto tra governo e organizzazioni sindacali del 21 novembre».

Nel 2019 saranno esonerati dall'aumento dell'età pensionabile a 67 anni 14.600 persone impegnate in lavori 'gravosi'. È quanto si legge nella relazione tecnica all'emendamento del governo sulle pensioni con i sindacati. Si prevede per il primo anno un costo di 100 milioni e nel triennio fino al 2021 quasi 385 milioni. Nella tabella della relazione tecnica si stimano gli effetti fino al 2027 quando lo stop riguarderà 20.900 lavoratori per 166,2 milioni di euro.

Il pacchetto pensioni, a regime, vale 300,2 milioni di euro. Lo si legge in una tabella della relazione tecnica all'emendamento presentato dal governo durante l'esame della manovra. Il riepilogo mostra gli oneri dal 2018 al 2027: il primo anno gli effetti negativi per la finanza pubblica sono pari a 9,4 milioni per salire a 121,9 milioni nel 2019 e continuare poi a salire più gradualmente negli anni successivi. Gli oneri complessivi tengono conto non solo dei "gravosi" ma anche delle modifiche ai trattamenti di integrazione salariale.
Giovedì 23 Novembre 2017, 14:51 - Ultimo aggiornamento: 23-11-2017 16:34
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