Economia italiana sottozero, Pil giù dello 0,1%. Ma con l'Ue è disgelo sulla manovra

Venerdì 30 Novembre 2018
Istat: Pil -0,1% nel terzo trimestre, primo dato negativo dal secondo trimestre 2014

Un Paese fermo. Anzi, addirittura in leggero arretramento. Istat registra un regresso dell’economia italiana. Per la prima volta dal secondo trimestre del 2014 la crescita è in calo: -0,1%. Ed anche se è presto per parlare di recessione, considerato che tecnicamente occorrono tre trimestri consecutivi in rosso, l’allarme è davvero suonato. Tanto più che nel bollettino diffuso ieri si parla anche di disoccupazione in crescita, con l'andamento peggiore nell'Ue e di occupazione al palo. Dati che messi insieme rimandano l’immagine plastica un'economia in affanno e che fanno dubitare sulla possibilità che si raggiungano le stime del Governo sul Pil di quest'anno dato che per il 2018 la crescita acquisita è stata rivista ridotta dall’1 allo 0,9%. Mentre Palazzo Chigi punta all’1,2%. Un’ulteriore complicazione. La flessione, spiegano gli analisti, oltre che dal rallentamento del Pil tesdesco, è dovuta alla contrazione della domanda interna. 
 


Su base congiunturale, infatti, diminuiscono i consumi finali nazionali (-0,1%) e gli investimenti fissi lordi (-1,1%) mentre aumentano importazioni e esportazioni. In questo quadro fosco, si sono aggiunte le valutazioni di Confindustria. Il Centro studi di Viale dell’Astronomia stima un calo della produzione dello 0,5% su ottobre e dello 0,7% sull'anno. Segno negativo anche per gli ordini (-0,3% su ottobre, -0,8% su anno) e attesa di peggioramento per la situazione economica. “Il calo dell'attività - spiegano gli industriali - è coerente con l'andamento negativo del clima di fiducia degli imprenditori manifatturieri. Dinamica degli ordini e attese delle imprese non lasciano intravedere alcun miglioramento nel breve termine”. I numeri dell’Istat hanno offerto alle opposizioni ed anche ai sindacati l’occasione per attaccare frontalmente la politica economica del governo. “Il Pil lo faremo crescere”, si è limitato ad affermare il premier, Giuseppe Conte. Mentre Luigi Di Maio ha contrattaccato accusando “la manovra insipida che non era espansiva e che non ha funzionato” messa a punto dal precedente governo Gentiloni. Nel 2019, ha garantito il vicepremier, “l’economia ripartirà perché stiamo mettendo risorse fresche nell'economia e la manovra espansiva da 37 miliardi avrà i suoi effetti”.

Accenti simili da Matteo Salvini. “Il Pil negativo – ha detto il leader della Lega – è il risultato delle vecchie manovre basate su tagli e austerità. Il prossimo anno con la nostra manovra fondata su più lavoro e meno tasse, l'Italia tornerà a crescere”. In attesa di tempi migliori, tuttavia, il Paese deve fare i conti anche con un mercato del lavoro in affanno. Cresce in modo consistente il tasso di disoccupazione arrivando al 10,6% (dal 10,3% di settembre, rivisto al rialzo dal 10,1% della stima preliminare) segnando l'aumento maggiore nell'Ue. Nell'area Euro il tasso di disoccupazione è rimasta stabile all'8,1% mentre nell'Ue a 28 è rimasto fermo al 6,7%. Quanto all'occupazione, è rimasta sostanzialmente stabile (+9 mila unità) su settembre mentre è cresciuta di 159 mila unità su ottobre 2017. La crescita annua dell'occupazione si concentra nell'occupazione over 50 (+330 mila) sia per l'andamento demografico sia per la stretta sull'accesso alla pensione. Quindi nella sostanza la maggiore disoccupazione è dovuta alla riduzione degli inattivi. I disoccupati arrivano a quota 2 milioni e 746 mila. Ancora Istat segnala che anche i prezzi fanno registrare un momento di scarsa domanda, con un arretramento a novembre dello 0,1% rispetto a ottobre e un avanzamento dell'1,7% sull'anno. L'inflazione acquisita per il 2018 è +1,2% per l'indice generale e +0,7% per la componente di fondo. Per il carrello della spesa (i prodotti di largo consumo) si segnala un aumento dello 0,7% sul mese e dell'1,1% sull'anno.

Ultimo aggiornamento: 1 Dicembre, 12:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA