Manovra, plastic tax dimezzata e salta la stretta sulle auto aziendali

Martedì 26 Novembre 2019
Manovra, plastic tax dimezzata e salta la stretta sulle auto aziendali

La manovra e il decreto fiscale cambiano ancora con un andamento che fa già annunciare nuovi slittamenti e potrebbe portare nelle prossime settimane a una tagliola dell'esame, con modifiche approvate da un ramo del Parlamento e ratificate dall'altro. In una giornata senza votazioni, una lunga riunione al ministero dell'Economia non basta a risolvere i nodi aperti nel decreto fiscale: i partiti della maggioranza sono divisi sull'inasprimento del carcere agli evasori e sulla stretta per gli appalti. Mentre venerdì dovrebbero arrivare gli emendamenti del governo alla manovra, a partire da plastic tax e tassa sulle auto aziendali. 

Roberto Gualtieri annuncia che è allo studio l'ipotesi, nell'ambito del taglio del cuneo fiscale, di «estendere gli 80
euro alla fascia di redditi fino 35.000 euro e facendoli diventare i 120 euro per tutti gli altri». Il ministro spiega
anche che sulle auto aziendali la misura sarà a gettito quasi zero con un «sussidio aumentato per le auto meno inquinanti» e «un parallelo e limitato aumento solo per quelle superinquinanti». Il ministro lancia anche, con gli operatori del settore un piano nazionale per la plastica, mentre si lavora a un dimezzamento della tassa, che dovrebbe passare da 1 euro a 50 centesimi al chilogrammo. La misura dovrebbe anche slittare «di almeno sei mesi», secondo quanto spiega il ministro Stefano Patuanelli: «La rimoduliamo per allungarla nel tempo e limitarne l'introduzione nel primo periodo ad alcuni specifici prodotti che sono fortemente impattanti sull'ambiente come le plastiche non riciclabili».

Conte: «Auto aziendali? Un errore, norma da rimodulare. Meno tasse sulla plastica»

Il Pd preme anche per un ammorbidimento della tassa sulle bibite gassate, fortemente voluta dai Cinque stelle,
e per una nuova pace fiscale con la rottamazione degli avvisi bonari. Ma in che direzione si vada si capirà probabilmente solo dopo una riunione prevista mercoledì pomeriggio al ministero. Il nodo resta quello delle coperture necessarie a ridurre l'impatto delle nuove imposte, anche perché gli spazi di bilancio sono limitati e, sebbene in ambienti parlamentari si ipotizzi la richiesta di un supplemento di flessibilità a Bruxelles, dal governo lo escludono.

 

Anche per la «tampon tax», ovvero l'abbassamento dell'Iva per gli assorbenti, non sarebbero stati ancora definiti i circa 200 milioni di copertura. E nuove risorse si rendono necessarie per interventi come quello annunciato dal ministro Paola De Micheli per concludere il Mose con 325 milioni e per opere idrauliche nella laguna veneziana per altri 60 milioni. Anche l'Anci chiederà al premier Giuseppe Conte nuove modifiche, in un incontro a Palazzo Chigi.

È stallo intanto per il decreto fiscale alla Camera. Restano irrisolti i nodi del carcere agli evasori e delle nuove norme sugli appalti. Per la norma che inasprisce il carcere per gli evasori e disciplina la confisca, il ministero della Giustizia avrebbe aperto ad alcune correzioni non di sostanza, ma non basterebbe agli altri partiti e in particolare a Iv, che minaccia barricate.

Quanto agli appalti, si starebbe lavorando sull'ipotesi di limitare l'obbligo di ritenuta negli appalti e subappalti solo oltre un limite minimo (l'ipotesi è di 200mila euro) e solo per la sola somministrazione di personale che riguardi aziende che siano nate da meno di tre anni.

In questo clima, da ambienti Dem al Senato - dove i capigruppo Graziano Delrio e Andrea Marcucci vedono il viceministro Antonio Misiani - emergono preoccupazioni sui tempi di esame della legge di bilancio: le votazioni in commissione dovrebbero iniziare non prima di lunedì prossimo per arrivare in Aula la settimana successiva. A quel punto è probabile che tutte le modifiche al testo vengano apportate dai senatori, lasciando ai deputati un secondo passaggio soltanto di ratifica, in modo da limitare le letture a due e non a tre. La commissione per ora ha solo iniziato a scremare il numero degli emendamenti, tagliandone circa 200 e facendo saltare dalla stretta proposta
dal M5s sugli studi dentistici, fino all'equiparazione dei monopattini alle biciclette per quanto riguarda le regole del
codice della strada, passando per la proroga degli incentivi alla rottamazione delle auto. Sopravvivono invece alcune delle proposte per prorogare la cedolare secca sui negozi.

 

Ultimo aggiornamento: 27 Novembre, 08:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA