Reddito di cittadinanza, rischio flop al Sud tra lavoro nero e costo della vita

di Francesco Pacifico

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Ancora 48 ore e i disoccupati e gli inoccupati con bassi salari potranno iniziare a presentare le domande per ottenere il reddito di cittadinanza. Eppure, nonostante i tempi stretti, la macchina per erogare il sussidio non è stata ancora oliata a sufficienza. Ma soprattutto, nel Mezzogiorno, restano aperti una serie di nodi che potrebbero rendere inefficace la misura, se non provocare gli effetti contrari, risultare un boomerang.

Sotto il Liri Garigliano il successo del reddito si incrocia su due fattori paralleli, ma non per questo non correlati: l'entità, alta del sussidio, e la capacità del sistema imprenditoriale meridionale di assorbire mano d'opera in un'area - il Sud - dove 1,3 milioni di persone ha un reddito inferiore alla soglia di povertà. Nei giorni scorsi Confindustria ha lanciato l'allarme che il sussidio, con i suoi 780 euro massimi, è troppo alto rispetto agli stipendi degli under30 nel Meridione: qui la media - ha calcolato viale dell'Astronomia - è di 740 euro al mese, quindi 40 euro in meno rispetto all'assegno del reddito. Parliamo di 9.360 euro all'anno in un quadrante del Paese dove il reddito medio più alto è quello della Basilicata (17.273 euro), seguito da quello del Molise (16.675 euro) e dalla Sardegna (16.321 euro), mentre in Campania siamo sotto i 16mila euro.
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Lunedì 4 Marzo 2019, 10:00 - Ultimo aggiornamento: 04-03-2019 18:37
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