Sud, occupazione avanti piano: ancora sotto il livello del 2008

di Nando Santonastaso

Quant’è lontano il 2008 per le regioni del Mezzogiorno. E non era un anno di quelli da incorniciare, con un Pil pro capite di 18mila euro in media, inferiore di diecimila euro alla media nazionale, un tasso di crescita negativo dell’1,1 per cento con la Campania indietro del 2,3 per cento, una disoccupazione – non solo giovanile – superiore di 7 punti percentuali rispetto alla media Italia. Dieci anni dopo l’Istat certifica che nessuna delle regioni del Sud è riuscita a riportarsi su quei valori che, come abbiamo visto, non erano affatto positivi e sarebbero anzi drammaticamente peggiorati nei sette anni successivi, quelli della grande recessione, dei 500mila posti di lavoro persi, del crollo incredibile degli investimenti pubblici. 

È forse questa la fotografia più emblematica del gap disoccupazionale scattata ieri dall’Istituto di statistica, a conferma di un divario che nemmeno le grosse performance registrate in alcune aree, come l’industria in Campania, riescono ad attutire. Tornata di moda sul piano politico dopo i risultati elettorali, la teoria dell’Italia divisa in due regge come non mai sul piano economico e sociale. Perché se è vero, come osserva l’Istat, che nel 2017 l’occupazione è cresciuta in tutte e tre le macroaree del Paese, è altrettanto vero che è aumentata di meno nel Sud (0,6% contro 0,8% del Nord e 0,7% del Centro).
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Mercoledì 14 Marzo 2018, 08:30 - Ultimo aggiornamento: 14-03-2018 09:29
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