Superbonus 110%, stretta sui controlli e maxi sanzioni contro i furbetti

Giovedì 20 Agosto 2020 di Umberto Mancini
Superbonus 110%, stretta sui controlli e maxi sanzioni contro i furbetti

Bastone e carota per il Superbonus del 110%. Dopo il via libera definitivo alla misura che dovrebbe riattivare tutto il settore dell’edilizia e delle ristrutturazioni in chiave green e di risparmio energetico, il fisco stringe sui controlli. 

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L’Agenzia delle Entrate sta infatti mettendo a punto una struttura ad hoc per verificare dettagliatamente le eventuali violazioni delle richieste del superbonus 110%. Il Fisco, ed è questa la novità più rilevante, condurrà le verifiche sulle cartelle dei contribuenti, che potranno avere una durata anche fino a otto anni. Un termine molto ampio che ha l’obiettivo di stanare i furbi.

Nello specifico sotto attenta osservazione dell’Agenzia delle Entrate finiranno le opzioni per la cessione e lo sconto in fattura: il fornitore che ha applicato lo sconto o i cessionari che hanno acquistato il credito d’imposta potrebbero incorrere in sanzioni serie. A destare preoccupazione per i funzionari dell’ente sarebbero le possibili furberie compiute su cessione e sconto in fattura. Di fronte a un caso di concorso nella violazione, il fornitore o cessionario compiacente parteciperebbe in modo solidale.

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La misura sanzionatoria, come si legge nel testo del provvedimento approvato dal governo, va dal 100% al 200% dei crediti inesistenti utilizzati. I controlli fiscali nel caso delle detrazioni del 110% da parte del beneficiario seguiranno l’iter classico.

L’Agenzia delle Entrate di norma si occupa di controlli di natura prettamente documentale, ma in questo caso le indagini non saranno limitate ai verifiche fiscali, ma per situazioni particolarmente sospette, l’Agenzia e farà ricorso al tribunale, in quanto ha l’obbligo per legge di inoltrare gli atti alle Procure.
 


​A loro volta I magistrati avranno poi il compito di indagare sull’eventuale reato di indebita compensazione di crediti non spettanti o inesistenti.

Una volta controllata la posizione e rilevata il mancato possesso anche di parte dei requisiti, il Fisco deve procedere al recupero dell’importo equivalente. Coloro che avranno goduto illegittimamente degli incentivi dovranno pagare la somma portata in detrazione, maggiorata di interessi e sanzioni.

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Come noto è possibile usufruire del bonus secondo varie modalità alternative. I soggetti che sostengono, negli anni 2020 e 2021, spese per gli interventi ammessi possono sfruttare lo sconto direttamente, anticipando l’importo e poi ottenendo il rimborso, oppure beneficiare di un contributo sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, fino a un importo massimo pari al corrispettivo stesso, anticipato dai fornitori che hanno effettuato gli interventi, d’intesa con i fornitori stessi e da questi ultimi recuperato sotto forma di credito d’imposta, di importo pari alla detrazione spettante. Inoltre, possono cedere un credito d’imposta di pari ammontare ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari. Il tutto è finalizzato a rimettere moto il settore dopo la crisi legata al coronavirus.
 

Ultimo aggiornamento: 12:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA