La Doria snobba Di Maio: «Ma non mi arrendo, salveremo l'impianto»

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di Adolfo Pappalardo

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Contava di incassare un'apertura Luigi Di Maio. Non foss'altro per il fatto che, da vicepremier e ministro del Lavoro, è a Napoli per un tavolo convocato alla commissione Attività produttive della Regione per scongiurare la chiusura dello stabilimento di Acerra de La Doria. Nulla. Anzi l'azienda salernitana all'incontro spedisce solo il capo del personale. Uno sgarbo per un ministro. E per tale lo prende il leader grillino. «È assurdo trovarsi attorno a un tavolo in cui il Governo, la Regione, il Comune mettiamo tutti a disposizione strumenti per evitare la chiusura di una fabbrica in un'area già martoriata e ci dicono che - attacca il ministro grillino - non si può fare. In questa vertenza non si perdono posti di lavoro ma si perde un insediamento industriale su un territorio che è vita per Acerra perché è uno dei pochi che si occupa di agricoltura. Io avevo pregato la proprietà almeno di vederci al tavolo e di discutere e loro all'incontro che avevamo avuto al ministero qualche giorno fa mi avevano fatto capire che venivano. Ma - aggiunge Di Maio che incassa comunque una sconfitta nel suo collegio elettorale - non mi arrendo, ritornerò all'attacco e ricorderò alla proprietà tutte le occasioni di collaborazione che hanno con lo Stato per lasciare in vita uno stabilimento come questo». «Un lungo dibattito con la proprietà che però ha dimostrato, per l'ennesima volta, una drastica chiusura, senza alcuna possibilità di riconversione del sito produttivo», dice invece Nicola Marrazzo che è presidente della commissione.
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Mercoledì 5 Settembre 2018, 10:00 - Ultimo aggiornamento: 05-09-2018 11:19
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