Whirlpool, oggi l'ultimo appello: ecco il piano dell'azienda

Mercoledì 24 Luglio 2019 di Valerio Iuliano

O la va o la spacca. Dal tavolo tecnico convocato per oggi nella sede del ministero dello Sviluppo economico arriverà forse un primo risultato sulla vertenza Whirlpool. E, se anche stavolta non dovessero venir fuori sostanziali novità, la partita si allungherebbe con ogni probabilità fino al prossimo autunno, ripartendo ancora dallo zero a zero dopo l'estate. Questa volta le premesse per un primo cambiamento dello scenario delineatosi finora sembrerebbero esserci. Il condizionale è d'obbligo, considerati i precedenti.
 
Dopo il clamoroso annuncio del 31 maggio scorso da parte della multinazionale della cessione di ramo d'azienda dello stabilimento di via Argine, si sono svolti ben tre incontri al Mise senza nessun esito, fino alla convocazione del tavolo tecnico odierno, dopo due rinvii per gli impegni del ministro Di Maio e della multinazionale.

I presupposti per l'arrivo di qualche novità scaturiscono dalle indiscrezioni che trapelano dall'azienda, secondo cui Whirlpool presenterà al tavolo di oggi tutte le opzioni studiate per lo stabilimento partenopeo, con l'auspicio che vengano accolte favorevolmente dallo stesso vicepremier e dai lavoratori. Le opzioni si conosceranno solo stamattina. Ma la sensazione è che stavolta possa trattarsi finalmente di qualcosa di concreto, dopo quasi due mesi di stallo. Per le sigle sindacali uscire dall'impasse è un imperativo categorico. «Auspichiamo che nell'incontro di oggi - spiega Biagio Trapani di Fim Cisl - si possa finalmente uscire dal balletto delle dichiarazioni di principio che da mesi vede coinvolti azienda e governo in un teatrino che ha impedito di avviare una discussione di merito sul futuro di Napoli e degli altri siti italiani. Una strategia di marketing e commerciale efficace, il mantenimento dei volumi produttivi, la salvaguardia della piena occupazione e investimenti sono i punti fondamentali per una condivisione delle azioni da attuare. Per Napoli non è più accettabile il gioco di parole fino ad oggi utilizzate sul futuro dello stabilimento. È necessario uscire dall'ambiguità degli ultimi incontri e individuare strumenti che diano continuità produttiva e occupazionale, così come previsto nel mese di ottobre 2018». Il rilancio degli investimenti dell'accordo dello scorso autunno resta il primo obiettivo per i lavoratori. «L'azienda ci deve spiegare perché a Napoli non è più possibile produrre e aspettiamo di sapere anche cosa dirà il ministro», spiega Raffaele Romano, Rsu dello stabilimento di Ponticelli. Per i sindacati «uscire dall'ambiguità» equivale anzitutto sapere a che cosa corrispondano concretamente quei 20 milioni di euro di perdite a Napoli, segnalate dai vertici di Whirlpool nell'ultimo incontro al Ministero. «Hanno comunicato questo dato senza farci vedere il bilancio complessivo della corporate», puntualizza il segretario generale della Fiom- Cgil di Napoli Rosario Rappa. La multinazionale non sembra più intenzionata a puntare sulle lavatrici di alta gamma, a causa della crisi che ha investito il prodotto. E sulla fabbrica di Napoli aleggiano numerosi interrogativi. «Si tratta di un incontro propedeutico - riprende Rappa - in cui si inizierà la discussione. Per noi resta un punto fermo che è quello di mantenere la produzione a Napoli. Siamo convinti di avere gli argomenti per poter ribadire che l'accordo va rispettato e attendiamo di conoscere il punto di vista del ministro».

Mentre il segretario generale della Uil Giovanni Sgambati taglia corto. «Quello che auspico è che i punti di avanzamento dell'ultima riunione possano essere sostanziosi. In questo caso può essere un negoziato in discesa. In caso contrario, si tratterà- conclude Sgambati- di un negoziato che non va avanti». I 430 lavoratori di via Argine, che oggi si recheranno a Roma all'alba a bordo di 5 autobus, attendono l'esito dell'incontro. Gli operai hanno affisso ieri in città alcuni manifesti che modificavano le locandine pubblicitarie della multinazionale. Sui manifesti dei lavoratori comparivano alcuni slogan che sintetizzano le loro rivendicazioni, al di sotto della scritta «svendita estiva: 430 lavoratori + i 600 dell'indotto a rischio licenziamento». Tra gli slogan utilizzati, «vendita a secco», «smantellamento lento», «prendi i soldi e scappa» e «nessun rispetto per gli accordi». In basso, il motto «Whirlpool Napoli non molla».

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