Reddito di cittadinanza, Meloni: «Non facciamo la guerra ai poveri, ma alla povertà». Renzi: «Un fallimento»

Il Rdc è al centro del dibattito elettorale

Reddito di cittadinanza, Meloni: «Non facciamo la guerra ai poveri, ma alla povertà». Renzi: «Un fallimento»
Reddito di cittadinanza, Meloni: «Non facciamo la guerra ai poveri, ma alla povertà». Renzi: «Un fallimento»
Martedì 20 Settembre 2022, 20:09 - Ultimo agg. 21:16
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Elezioni politiche 2022 e Reddito di cittadinanza. La misura è al centro del dibattito elettorale ed è fonte di grandi divisioni e scontri tra i partiti, tra chi vuole mantenerlo e chi vuole cancellarlo.

Per la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni si tratta di un provvedimento sbagliato: «Il Reddito di cittadinanza è una misura sbagliata che va sostituita...». Ospite di "Oggi è un altro giorno", Giorgia Meloni torna a bocciare il reddito di cittadinanza. 

«Il Reddito di cittadinanza va cancellato perché non ha funzionato, né sul lato del contrasto alla povertà né su quello delle politiche attive», ha ribadito Meloni, spiegando che «vogliamo mantenere e rafforzare le misure di sostegno per categorie fragili, over 60 privi di reddito, pensionati, invalidi e famiglie in difficoltà con minori a carico, mentre per le persone tra 18 e 60 anni abili al lavoro e senza minori a carico prevediamo di rafforzare i percorsi formativi finanziati dal fondo sociale europeo».

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«Ho sentito dire che sul reddito di cittadinanza noi facciamo la guerra ai poveri. Noi facciamo la guerra alla povertà, che non si abolisce per decreto come ha raccontato Luigi Di Maio; questo non lo fa manco il mago Otelma. Si combatte favorendo la crescita e l'occupazione. Chi crea ricchezza sono le aziende con i propri lavoratori, non è lo Stato che non deve rompere le scatole a chi vuole lavorare e fare», ha detto poi Meloni a Palermo.

Anche per Matteo Renzi si tratta di un fallimento. «Sul reddito di cittadinanza la nostra posizione è molto semplice: chi l'ha voluto in Italia? Conte che sta con i Cinquestelle, Di Maio che sta con il Pd, Salvini che sta con la Meloni. Tutti e tre gli schieramenti sono a favore dei navigator e del reddito di cittadinanza. Io lo ritengo diseducativo e un sussidio che non aiuta a trovare lavoro», ha detto il numero uno di Italia Viva a margine di un incontro in Assolombarda, a Milano.  «Se mi trovate uno che ha trovato lavoro con i navigator, lo abbraccio in pubblico - ha affermato Renzi -. Il problema fondamentale è che questi sussidi stanno portando ad avere paradossalmente più lavoro nero al Sud. L'aiuto per chi non ce la fa si chiama Rei, 2 miliardi e 700 milioni. A chi mi dice: e tu sulla povertà? Io sulla povertà ho preso la campanella da Letta, che c'erano 20 milioni di euro, e l'ho restituita a Gentiloni che c'erano 2 miliardi e 700 milioni. Quindi, non prendo lezioni sulla povertà, ma il reddito di cittadinanza è un fallimento e i responsabili sono Conte, Di Maio e Salvini. Se vi piace il reddito, votateli ancora».

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Luigi Di Maio s'intesta la paternità del Reddito (cosa che non piace agli ex compagni di viaggio M5S). A suo giudizio «sarebbe una follia abolire il reddito di cittadinanza. Tanti nei rioni mi dicono grazie: va migliorato, non abolito». Oggi Di Maio era a Napoli, a Chiaiano. Di Maio ha mostrato alle telecamere il titolo di prima pagina dell'intervista del Mattino alla Meloni («il Reddito va abolito»). «Questi vengono qui, a Napoli, in Campania, al Sud, a dirci che vogliono abolire il reddito di cittadinanza. Siamo di fronte al sacco del Sud. Abolire il reddito di cittadinanza in questo momento significa costruire i presupposti per ulteriori tensioni sociali, per creare altre tensioni sociali nel Sud e soprattutto significa ledere la dignità di un intero territorio. E allora, io lo dico chiaramente: l'unico voto utile per salvare il reddito di cittadinanza - secondo Di Maio - è votare per Impegno Civico. Votare per Conte significa dare un voto alla Meloni, perchè è un voto non utile per battere la Meloni e salvare il reddito di cittadinanza». Secondo Di Maio «la Meloni dice che il reddito di cittadinanza va abolito. È inutile che ritratti perchè sta perdendo tutti i voti al Sud. Le persone stanno capendo che la destra si prepara a togliere tutte le risorse al Sud un po' per dare un contentino a Salvini, un pò per dare un contentino alla Meloni però poi alla fine a rimetterci è la povera gente».

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Il segretario del Pd Enrico Letta era invece a Pompei. «Il reddito di cittadinanza fa parte del nostro programma elettorale. Noi siamo per il rafforzamento del Reddito nella parte che non ha funzionato, che è quella che lo lega al mercato del lavoro», lo ha detto a margine di una visita privata agli scavi archeologici di Pompei (Napoli) effettuata insieme al ministro alla Cultura Dario Franceschini. «Noi - prosegue Letta - siamo per il mantenimento del Reddito per la parte di contrasto alla povertà, alla marginalità. Ma il nostro programma è chiaro: abbiamo bisogno di contrastare nel Paese marginalità e povertà. Gli strumenti sono il reddito di cittadina, da riformare e rafforzare, e il salario minimo per contrastare il lavoro povero, per aiutare quei quattro milioni di lavoratori si calcola che hanno oggi un'attività di lavoro che li porta a guadagnare meno dei fatidici 9 euro all'ora. E poi l'incentivo per il lavoro vero, cioè riduzione delle tasse sul lavoro, per dare ai lavoratori e alle lavoratrici un salario più forte, che si traduca in una quattordicesima alla fine dell'anno utile a contrastare l'inflazione».

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