Quirinale, il vademecum dell’elezione: regole, riti e tradizioni del voto per scegliere il Presidente

Tutto ciò che c'è da sapere in vista del via al voto

Domenica 23 Gennaio 2022
Quirinale, il vademecum dell elezione: regole, riti e tradizioni del voto per scegliere il Presidente

Regole, riti e tradizioni del voto per scegliere il Presidente della Repubblica: ecco come decide il Parlamento. E tutti i segreti del palazzo presidenziale.

Chi sceglie il nuovo capo dello Stato? 

Il presidente della Repubblica è eletto da poco più di mille persone, per l’esattezza i Grandi Elettori sono 1.009. Si tratta di 630 deputati; 321 senatori (compresi i 6 “a vita”) e 58 rappresentanti delle Regioni. Le votazioni sono segrete. I primi a esprimere il loro voto saranno i senatori, poi i deputati e infine i grandi elettori delle Regioni. Questi ultimi sono stati designati nei giorni scorsi. Generalmente ogni Regione (tranne la Valle d’Aosta che ne ha uno solo) designa il presidente dell’ente, affiancato da un membro della maggioranza e da uno delle opposizioni.

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Qual è la maggioranza richiesta? 

Per le prime tre votazioni il nuovo presidente può essere eletto solo se supera i due terzi dei voti possibili. Il quorum, dunque, è fissato a quota 673. Dalla quarta votazione in poi il quorum scende al livello della maggioranza assoluta e dunque a quota 505. Questo meccanismo in passato ha favorito l’elezione di alcuni presidenti al primo turno, ad esempio Carlo Azeglio Ciampoi e Giorgio Napolitano in occasione del secondo mandato. Altre volte, quando cioè le forze politiche non hanno raggiunto accordi né al proprio interno né fra di loro - sono servite molte votazioni.

 

Quale coalizione può eleggere un candidato? 

Nelle elezioni precedenti, quelle del 2015 che incoronarono Sergio Mattarella, c’era un partito, il Pd, che da solo poteva contare su 445 Grandi Elettori. La situazione attuale è invece estremamente frastagliata. Il centrodestra, diviso in tre partiti di media dimensione e di altri tre più piccoli, conta sulla carta su circa 450 Grandi Elettori. Dall’altra parte il Pd ne ha 150 circa e i 5Stelle 230. Poi Italia Viva - ammesso che sia classificabile nel centrosinistra - ne conta 44. Sono moltissimi i “cani sciolti”. Basti dire che alla Camera 24 deputati non sono iscritti ad alcun gruppo.

 

Perché si guarda a un accordo su Palazzo Chigi? 

Il Parlamento di questa legislatura è composto da minoranze: né il centrosinistra, né il centrodestra hanno la maggioranza dei Grandi Elettori. Inoltre i due terzi dei parlamentari sono alla prima esperienza e se si dovesse andare a elezioni anticipate perderebbero la possibilità di ricevere la pensione al momento dei compimento dei 65 anni. Dunque l’esito della corsa al Colle dipende anche da un eventuale accordo sul governo che dovrebbe mettere al riparo i parlamentari da elezioni a breve permettendo di chiudere la legislatura al febbraio/marzo del 2023.

Quando si potrebbe concludere? 

Fare previsioni è impossibile. Questa volta si inizierà nel pomeriggio di domani con la prima votazione per la quale è necessaria una maggioranza dei due terzi degli aventi diritti al voto. A causa della necessità di sanificare l’Aula di Montecitorio si voterà una sola volta al giorno. Dunque sembra di capire che se nelle prossime ore non sarà trovato un accordo generale su un nome unificante, si dovrebbe andare al quarto scrutinio a partire dal quale scatta il quorum di 505 voti e, almeno in teoria, è possibile eleggere un candidato di uno dei due poli.

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Una volta eletto il Presidente cosa succede? 

Secondo la tradizione consolidata, dopo l’elezione del nuovo Capo dello Stato il presidente del Consiglio dovrebbe ricevere le “dimissioni di cortesia” da parte del presidente del Consiglio. Questa volta forse non andrà così per via della possibile elezione del premier Mario Draghi. Il nuovo presidente comunque assumerà i pieni poteri al momento del giuramento (per Mattarella il 3 febbraio 2015) che avverrà sulla copia originale della Costituzione conservata a Palazzo Giustiniani. Testimoni del giuramento saranno i due presidenti della Camera e del Senato.

 

 

Ultimo aggiornamento: 24 Gennaio, 16:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA