Giuseppe Russo, vlogger napoletano, scambiato per un narcos. «La polizia mi ha sequestrato il cellulare e rinchiuso in una stanza buia»

Il 28enne di Napoli è stato scambiato per un narcotrafficante ricercato in Messico, che ha il suo stesso nome

Giuseppe Russo, vlogger napoletano, scambiato per un narcos. «La polizia mi ha sequestrato il cellulare e rinchiuso in una stanza buia»
Giuseppe Russo, vlogger napoletano, scambiato per un narcos. «La polizia mi ha sequestrato il cellulare e rinchiuso in una stanza buia»
di Redazione web
Domenica 29 Gennaio 2023, 17:46 - Ultimo agg. 17:50
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Una grande paura solo per un caso di omonimia, che potrebbe accadere a chiunque. Giuseppe Russo, all'aeroporto di Cancun, in Messico, vlogger di Napoli, è stato trattenuto dalla polizia perché scambiato per un narcotrafficante messicano. Russo, arrivato allo scalo, è stato fermato dagli agenti perché pensava che in realtà fosse un pericoloso narcos; a raccontare la disavventura è lo stesso Russo, che dopo i primi controlli di routine, viene accompagnato in una zona isolata dello scalo messicano per ulteriori verifiche sulla sua identità.

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Tanta paura

A Russo, infatti, viene tolto il passaporto e dunque ogni possibilità di uscire dall'aeroporto, mentre la polizia lo lascia solo in una stanza, chiuso a chiave. «Pensate alla paura - racconta in un video sui social - ma non capivo perché mi stessero facendo questo, io non ho nulla da nascondere, non ho commesso alcun reato» racconta il vlogger che pensa di essere stato sequestrato.

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Sequestrato dalla polizia

E' passata oltre un'ora, mentre Russo continuava a bussare alla porta per chiedere informazioni e non avendo cellulare con sè, non poteva neanche avvisare la sua fidanzata, che aveva già superato i controlli ed uscita dall'aeroporto.

Dopo un'ora e mezza, una donna lo fa uscire dalla stanza e gli chiede se fosse un narcos che si chiama come lui Giuseppe Russo, ricercato nel sud del Messico, dpve commesso diversi reati legati allo spaccio di droga. A quel punto, per Russo segue un interrogatorio con domande personali e sulla sua famiglia, che alle fine si scusano per lo scambio di persona e lo lasciano uscire per iniziare la sua vacanza sulla riviera Maya.

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