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Il miliardario Oleg Tinkov: «Non chiamatemi oligarca, i veri imprenditori russi non vogliono la guerra»

L'imprenditore 54enne di origini siberiane è contro la guerra e ogni tipo di violenza e ha dichiarato: "Sono malato, non lo dico per proteggere il mio patrimonio"

Venerdì 1 Aprile 2022
Oligarchi Russi, Oleg Tinkov : «Non chiamatemi oligarca, i veri imprenditori russi non vogliono la guerra»

Oleg Tinkov è contro la guerra. Secondo l'imprenditore di origine siberiane, noto al pubblico del ciclismo per essere stato il proprietario della squadra World Tour in cui correvano Contador, Sagan e Basso, «i veri imprenditori russi sono contro la guerra». E a Il Messaggero ha dichiarato: «Sono contro questa guerra e non smetterò mai di dirlo. E come me la pensano numerosi altri imprenditori russi che si sono fatti da soli e non hanno alcun rapporto col governo russo e con l'establishment moscovita».

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Il 54enne ha creato una catena di elettrodomestici e ha messo in piedi un'azienda produttrice di birra, la Tinkoff Brewery, tuttora attiva e tra le prime del Paese. Ha quindi fondato la Banca Tinkoff, al punto che secondo Forbes nel 2014 era uno dei 15 uomini più ricchi in Russia con un patrimonio stimato in 8,2 miliardi di dollari.

Le sanzioni contro il suo Paese, dopo l'invasione dell'Ucraina, hanno fatto, però, crollare il valore delle sue azioni: si calcola che abbia perso 5 miliardi di dollari, mentre la capitalizzazione della banca da lui fondata è scesa da 8 a 0,8 miliardi. Tinkov rifiuta con decisione la definizione di oligarca, sostiene di non avere avuto mai rapporti con il regime di Putin. Sta vivendo anche una storia personale molto difficile: nel 2019 gli è stato diagnosticata una forma acuta di leucemia con la quale sta ancora combattendo.

E in una lunga intervista a Il Messaggero racconta la sua posizione sulla guerra in Ucraina. Quando gli viene chiesto se il suo schieramento contro la guerra sia solo un modo per salvare il suo patrimonio, Tinkov replica: «Sto combattendo contro la malattia da tre anni. Per questo mi sono trasferito in Italia, a Forte dei Marmi dove vivo alternando periodi al mare ad altri in montagna, in Svizzera. Già tempo fa, a causa della malattia, avevo rinunciato a tutte le cariche operative nelle mie società, e lo stesso ho fatto nelle partecipazioni minori che possedevo e che da anni ormai sono gestite da un trust indipendente istituito per garantire il futuro dei miei figli. Come vede, non è certo per salvare il patrimonio che mi schiero contro la guerra, non voglio essere l'uomo più ricco del cimitero».

E quando viene chiesto all'imprenditore russo il perché Putin abbia iniziato questa guerra, Tinkov non se lo spiega, non capisce. Secondo lui andrebbe scritta la parola fine a questo scempio, per il quale stanno soffrendo e morendo tante persone. Per questo è contro la guerra ed è contro ad ogni tipo di violenza. «È inaccettabile», sentenzia parlando delle tante persone innocenti che stanno morendo.

Poi Tinkov spiega chi sono gli oligarchi russi e il perché non si riconosce in questa definizione: «Gli oligarchi sono uomini d'affari che hanno fatto i soldi con i contratti statali e grazie ai rapporti col governo. Non ho nulla dell'oligarca, non sono un oligarca. Io ho costruito la mia storia imprenditoriale da zero, non ho mai avuto alcuna associazione con Putin. Non ho mai frequentato il Cremlino; ho creato dal niente, dopo il crollo dell'Unione Sovietica, oltre 100.000 nuovi posti di lavoro e quattro imprese che non esistevano. E tutti i soldi che ho guadagnato, e che ho perso nel crollo di Borsa, appartengono in un certo senso anche agli investitori internazionali che hanno creduto in me».

E allora perché il Regno Unito ha sequestrato tutti i suoi beni? Tinkov dichiara di considerare la mossa del governo britannico crudele e disumana, un errore. Ma dice anche di poterli capire perché il mondo e i governi sono sottoposti a grande stress e con lo stress spesso si prendono decisioni affrettate. Ma, ovviamente, spera che si ricredano. 

E infine illustra il quadro della situazione in Russia. Come il popolo russo stia vivendo una guerra voluta da Putin: «Per ragioni storiche la società russa è almeno un secolo indietro a quella europea. Quando diciamo Russia noi pensiamo solo a chi abita le grandi città che costituiscono meno del 20% della popolazione totale. Quella società per larga parte ha esigenze diverse da coloro che abitano le grandi città, le reazioni non sono quelle che ci potremmo aspettare. Non deve perciò sorprendere che ci sia una certa adesione alle sue iniziative».

Ultimo aggiornamento: 2 Aprile, 12:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA