Genova, alle 9.57 la prima auto attraversa il nuovo ponte

Lunedì 22 Giugno 2020
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L'ad di Webuild Pietro Salini non si toglie mai gli occhiali scuri: forse perché il sole picchia duro, forse perché è davvero emozionato mentre percorre, per la prima volta, il ponte di Genova. L'ha fatto stamani in auto, assieme a un gruppo dei suoi 'ragazzì. Al volante Nicola Meistro, Ad di PerGenova, il consorzio Webuild-Fincantieri che ha realizzato l'opera. Meistro ha guidato piano: prima la lunga galleria poi all'improvviso il ponte. L'auto rallenta, fa lo slalom tra i mezzi dei tecnici che ancora lavorano sul cemento della soletta, Poi, una volta arrivati a metà, Meistro ha fermato l'auto e Salini è sceso. Se l'è guardato tutto nella sua lunghezza, 1.036 metri di acciaio e cemento. Ha camminato con le mani in tasca per 500 metri, poi è tornato indietro. Chi era con lui ha detto: «Era contento. Di più: era felice». 

Primi passi sul nuovo Ponte di Genova, Toti: «Momento storico»

«Sono orgoglioso. Sono soddisfatto e sono orgoglioso», dice Salini, e aggiunge una frase che la dice lunga su quanto abbia contato questa opera nel suo modo di essere imprenditore: «Sono orgoglioso di questi ragazzi e di queste ragazze che hanno fatto questa cosa con le mani». «Lo guardi, eccolo lì - dietro le lenti scure ripercorre con gli occhi la linea del ponte che splende al sole - Abbiamo cominciato meno di un anno fa e ora sta lì. L'abbiamo fatto, sta lì. Abbiamo rispettato tutto, l'abbiamo fatto in piena legalità, non c'è stato un infortunio». Il giorno dell'inaugurazione , quando verrà tagliato il nastro di un'opera così importante, ci saranno tutti. Forse anche il Presidente Sergio Mattarella, senz'altro il governo, soprattutto il commissario straordinario Marco Bucci e il governatore Toti la cui determinazione nell'ottenere il rispetto dei tempi di consegna di un'opera così vitale per Genova e per il Nord Ovest in generale è conosciuta da tutti. 
 


«Noi ci siamo presi una grande responsabilità - dice ancora Salini -. Non era affatto scontato che ci si sarebbe riusciti, le difficoltà da affrontare sono state tante. Questo 2020 - ricorda con un mezzo sorriso - è stato l'anno con il tempo meteorologico più cattivo di sempre a Genova, poi c'è stato il Covid19... Eppure guardate, ci siamo riusciti. È stato un grande risultato di tutte le persone, e sono state tante, che hanno lavorato all'unisono: le istituzioni, le imprese private. È un esempio per il Paese». Tutto perfetto dunque? no. Da una parte ci sono le polemiche per la 'passeggiatà che il leader della Lega Matteo Salvini ha fatto proprio oggi sul nuovo Ponte. «Siamo stufi di vedere gli show dei politici sopra e sotto un'infrastruttura che non appartiene ad alcun partito», tuona il Pd. «C'e che il Ponte non e di alcun politico. Il Ponte non e di un singolo partito o del Governo. Il Ponte e di Genova è degli gli italiani», scrive il presidente della Commissione politiche Ue Battelli (M5s).

E poi c'è il 'caso collaudò e a sollevarlo è proprio Marco Bucci: «abbiamo urgenza di sapere a chi dobbiamo consegnare il ponte e chi si dovrà occupare del collaudo finale - ha detto -. Ô un passaggio obbligato per aprire il ponte, mentre il collaudo statico e tutti gli altri collaudi li faremo noi. Se non arriveranno risposte - ha concluso -, ho già detto che siamo pronti a risalire il Tevere in barca». Il messaggio al Governo è chiaro: è necessario spicciarsi a decidere sulle convenzioni autostradali. Perché il ponte di Genova, sia esso un monito per la memoria o l'esempio di un 'modus faciendì che non ha precedenti in Italia, un simbolo di rinascita o la dimostrazione del bisogno di bellezza è, ormai, praticamente pronto.

Ultimo aggiornamento: 19:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA