La villa di Giulio Cesare sotto una collina a Baia

È certo di aver individuato i resti della villa  Imperiale di  Caio Giulio Cesare,  nei Campi Flegrei, Salvatore Bavaro, imprenditore sportivo e allenatore di nuoto, già cultore di storia locale.
 
Dopo attenti studi e ritrovamenti archeologici, Bavaro  ricolloca la residenza flegrea del primo imperatore di Roma  nei pressi di Baia, sepolta da rovi, arbusti e terreno  accumulatosi dopo 2000 anni di abbandono.
 
“Tra le varie ipotesi fatte e mai accertate definitivamente, e non tutte di mia conoscenza   dice Bavaro   credo di aver  individuato la residenza imperiale di Giulio Cesare nei Campi Flegrei. Dopo oltre venti anni di studio sulle fonti storiche degli antichi filosofi e scrittori: Orazio, Tacito, Cicerone, etc,  e con un’accurata ricerca sul campo, dove ho individuato anche dei passaggi sotterranei, sono certo di aver scoperto la sua vera residenza. Il ritrovamento di questo imponente edificio però sarà possibile,  solo con lo scavo di una collina che ha protetto il sito per duemila anni.
 
La favolosa residenza imperiale flegrea di Giulio Cesare, come raccontano le fonti storiche, era ricca di affreschi, mosaici e statue splendide, anche greche. Tale villa fu saccheggiata e parzialmente distrutta dopo il crollo dell’impero romano nel 476 d.C.  a seguito delle onde barbariche dei Goti di Alarico, dei Longobardi e dei Bizantini nel 553 d.C. Le sue vestigia caddero così, per secoli e secoli,  nell’oblio e nell’abbandono.
 
A causa di eventi straordinari, quali bradisismo, guerre  ed eruzioni, in particolare quella del Montenuovo nel 1538, fino ad oggi, oltre  alla villa a mare di Giulio Cesare, la pars marittima corrispondente all’attuale Castello di Baia, nessuno ha offerto una sicura identificazione del palazzo Imperiale dove il sommo Giulio Cesare, protetto dalle sue guardie del corpo ( sono state individuate le loro postazioni di avvistamento), svolgeva le sue mansioni politiche di imperatore.
 
In un raggio di tre chilometri dal Castello di Baia, ci sono limitati ruderi archeologici immersi in un’ampia macchia mediterranea tra sentieri naturali che io ritengo appartenere alla residenza flegrea del primo imperatore di Roma; alla base di tale collina, ancora, si notano grossi blocchi irregolari dell’antiche mura di recinsione risalenti al II sec. a.C.
 
Tale villa con panorama meraviglioso a 360° ( come descritto da Tacito: «da dove era possibile osservare i tre mari..»  era vicina di casa alle ville del ricco patrizio Ortenzio, Cicerone e Lucullo. La sua individuazione e la certezza della sua paternità, conclude Bavaro,  è stata possibile grazie ad approfondimenti sul territorio e valutazioni logiche dell’ importanza di tale edificio che, sviluppato su una collina alta centinaia di metri, occupa una superfice di oltre 12.000 metri quadri”.