Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Rocca di Papa, ritrovata morta nel bosco la vacca investita da una macchina sabato sera su via dei Laghi. Foto Video Luciano Sciurba

Martedì 18 Gennaio 2022
foto

Rocca di Papa, alla fine è deceduta la mucca ferita avvistata ieri mattina ad una cinquantina di metri dalla rotatoria di via dei Laghi, nel bosco del tratto di via Ariccia. Era uno dei bovini investiti sabato sera alle 19  su via dei Laghi, al confine con Nemi e Rocca di Papa, da una ragazza che se li è trovati davanti con la sua Fiat 500 Large e non ha potuto evitarli, danneggiando la macchina e rimanendo illesa per puro caso.

Il problema della mancata localizzazione dell'animale che poi ferito si era portato nei boschi, nasce da una segnalazione di un passante, che aveva dichiarato che in mezzo al bosco di via Ariccia, non lontano dalla Casa del Divin Maestro, dove si ritira spesso Papa Francesco, c'era l'animale ferito. Chi ha chiamato il 112, tuttvia, non ha dato le indicazioni stradali e del luogo in modo corretto: «Una zona di via dei Laghi, vicino ad una rotatoria, in direzione Ariccia, Nemi, Albano».

Queste sommarie indicazioni non hanno permesso ai guardiaparco e ai carabinieri di trovare l'animale ferito, nel sopralluogo svolto nella zona molto vasta e su più comuni. «In questi casi, la cosa migliore da fare è chiamare la polizia locale del comune interessato e attendere sul posto l'arrivo degli agenti, che di solito è di pochi minuti, soprattutto se il luogo è nascosto ed impervio, come in questo caso, non facile da vedere dalla strada - ha detto il comandante della Polizia Locale di Rocca di Papa, Gabriele Di Bella -. Oggi alle 13.30 siamo stati chiamati da un passante, e contestualmente dal servizio veterinario della Asl Roma 6, che segnalavano il povero animale ormai morto, all'interno del bosco, nascosto tra gli alberi. Siamo subito andati, e in collaborazione con il servizio veterinario, abbiamo provveduto alla constatazione di morte per traumi dovuti all'investimento nella parte posteriore della mucca. Abbiamo disposto subito la rimozione dell'animale, che avverrà in poche ore a carico del Comune, tramite una ditta specializzata in queste operazioni di recupero».

Il povero animale faceva parte di una mandria mista, tra mucche, vitelli e tori, che vive da oltre 10 anni nei boschi in località "Barbarossa" in via dei Corsi, a ridosso della via dei Laghi a Rocca di Papa. L'animale, forse, si sarebbe potuto salvare, se si fosse intervenuti ieri mattina, ma le ferite e i traumi dell'urto secondo i veterinari intervenuti sul posto erano comunque molto gravi.

«Questi gruppi di mucche, tori, vitelli, che non hanno proprietari, come accertato in vari interventi, non avendo alcun bollino o microchip, scendono spesso anche verso Nemi e verso il lago di Castel Gandolfo in cerca di cibo e per abbeverarsi. In particolare, lungo il sentiero di Fontan Tempesta sulle alture di Nemi, a Valle delle Colombe, dove ci sono fonti di acqua fresca e abbeveratori, o addirittura verso il Lago di Castel Gandolfo. E creano grandi problemi nell'attraversare la strada. La via dei Laghi, è una strada percorsa giorno e notte da centinaia di auto, moto, camion e ciclisti, e siamo molto preoccupati - dicono i residenti -. Siamo preoccupati perché questi animali, insieme ai cinghiali, aumentano sempre di più riproducendosi, in una zona molto vasta. E' difficile anche localizzare la loro posizione. Si spostano in continuazione essendo ormai selvatici. E gli incidenti e gli avvistamenti sono all'ordine del giorno, soprattutto la sera, con il rischio che accadono sinistri più gravi. Le autorità provinciali e regionali, insieme ai Comuni e al Parco Regionale dei Castelli devono trovare delle soluzioni risolutive, cominciando a pensare alla loro cattura senza fargli del male, portandoli in luoghi recintati più adatti».

Foto Video Luciano Sciurba

Video

© RIPRODUZIONE RISERVATA