CORONAVIRUS

Coronavirus Frosinone, morto un anziano di Fiuggi: era stato dimesso dopo il primo contagio, ma si è riammalato

Mercoledì 10 Giugno 2020 di Pierfederico Pernarella

Il coronavirus uccide ancora, ma il decesso riporta ai primissimi giorni di marzo, quando l’emergenza si stava mostrando in tutta la sua drammaticità e la provincia di Frosinone, come il resto del Paese, stava entrando nell’incubo del lockdown. Risale a quel periodo il contagio dell’uomo di 78 anni, di Fiuggi, di cui ieri è stato comunicato il decesso.

L’anziano peraltro è uno dei casi di ritorno. Era stato infatti dimesso perché il doppio tampone aveva dato esito negativo. Purtroppo si trattava di un falso negativo, il virus poco dopo si è ripresentato e per l’anziano questa volta non c’è nulla da fare. È morto presso l’Ini-Città Bianca di Veroli.

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In quel periodo, agli inizi dell’epidemia, quando il Covid sembrava soltanto un virus polmonare, le cure più appropriate non erano state ancora ben individuate. Col tempo, approfondendo la conoscenza della malattia, si è riusciti a definire trattamenti che nella maggior parte dei casi riescono a prevenire gli effetti più gravi. Tanto è vero che negli ultimi due mesi i decessi sono stai pochissimi, se non rari, comunque tutti riconducibili, come nel caso del 78enne, a quadri clinici già compromessi. 

Con l’anziano di Fiuggi, salgono a 52 i morti per Covid-19 in provincia di Frosinone dall’inizio dell’emergenza.

Nella giornata di ieri sono stati comunicati anche due nuovi casi positivi. Uno dei due, in realtà, è quello già noto da lunedì: si tratta di un 46enne che era ricoverato nel reparto di cardiologia dell’ospedale “Santa Scolastica” di Cassino. Già ieri, però, l’altro tampone a cui è stato sottoposto l’uomo ha dato esito negativo. 

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L’altro caso invece è un uomo di 55 anni di San Giovanni Incarico. Il paziente era stato ricoverato una decina di giorni fa all’ospedale “Spaziani” di Frosinone per alcuni problemi gravi ai polmoni. I tamponi però avevano dato esito negativo, ma trattandosi di un caso sospetto è stato comunque collocato nell’area grigia. Solo il tampone eseguito nella giornata di lunedì ha dato esito positivo, per cui è scattata tutta la procedura del caso.

«Il contagio con buona probabilità è avvenuto all’interno del presidio ospedaliero dove è ricoverato da diversi giorni, per cui possiamo con sufficiente sicurezza dire che non vi è stata la propagazione sia sui familiari che di conseguenza ad altre persone - scrive il sindaco di San Giovanni Incarico Paolo Fallone - In ogni caso, per escludere con certezza ogni dubbio, la ASL ha già attivato tutte le procedure del caso sull’intero nucleo familiare, ponendo le persone in quarantena e provvedendo ad eseguire i tamponi».

Ieri intanto altre 12 persone sono uscite dalla sorveglianza domiciliare. Ad oggi sono poco meno di una settantina i pazienti di coranovirus non ancora negativizzati. Numeri ovviamente esigui se si tiene conto che dall’inizio dell’emergenza sanitaria i contagiati in provincia di Frosinone sono stai circa 600.

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