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Frosinone: Mastrangeli per lo scatto, Marzi per il ribaltone. Il Pd punta alla maxi coalizione, Psi e Azione al bivio

Martedì 14 Giugno 2022 di Stefano De Angelis
Frosinone: Mastrangeli per lo scatto, Marzi per il ribaltone. Il Pd punta alla maxi coalizione, Psi e Azione al bivio


Il centrodestra non si ripete e non sfonda il tetto del 50 per cento. Il campo non pienamente largo del centrosinistra tiene, ma non cresce secondo i piani. Nel capoluogo non è bastato il primo turno per decretare il dopo Ottaviani: il nuovo sindaco sarà deciso al ballottaggio, quando gli elettori torneranno al voto. A sentenziarlo sono state le urne al termine di una giornata entusiasmante, di attesa e di pathos. Non solo per i candidati, ma anche per militanti e simpatizzanti delle compagini.

Così tra due settimane a contendersi la guida di palazzo Munari, nuova sede del Comune, saranno l’assessore uscente al Bilancio Riccardo Mastrangeli e l’ex primo cittadino Domenico Marzi, tornato nell’agone dopo quindici anni. Il primo, appoggiato da Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e quatto civiche, alla fine dello scrutinio ha raggiunto il 49,2 per cento (11.856 voti); il secondo, sostenuto da Pd, Movimento 5Stelle e cinque formazioni indipendenti di area riformista, si è attestato al 39,13 (9.419 consensi). Il centrodestra (con FdI che si è affermato primo partito del raggruppamento), sottolineando la forza della coalizione compatta, si dichiara soddisfatto e si mostra fiducioso per il secondo round; il centrosinistra, dal canto suo, lo definisce «un grande risultato» ed esalta l’esperimento dell’alleanza messa su dal leader frusinate dei dem, Francesco De Angelis, con il benestare del governatore Zingaretti. E ora, dopo le divisioni, si proietta ad avviare una manovra di ricucitura con le altre forze riformiste.

Inizia un’altra partita. In sostanza, il Pd, primo partito nel capoluogo, proverà a costruire un accordo programmatico con Azione e Psi, che alla prima tornata hanno scelto strade diverse: il partito di Calenda, come l’Udc, è sceso al fianco del candidato civico Mauro Vicano, mentre i socialisti, insieme ai gruppi del “Nuovo centrosinistra”, hanno puntato su Vincenzo Iacovissi, delfino dell’ex deputato Gian Franco Schietroma, leader provinciale del partito che da qualche anno si è ripreso il garofano rosso come simbolo.

Per Iacovissi, per il quale scatta un seggio, il risultato è stato in linea con le previsioni: 5,9 per cento (1.419 voti). Vicano, invece, ha totalizzato una percentuale al di sotto delle aspettative (4,56; 1.098 consensi): è uno degli sconfitti delle elezioni. Ora, però, entrambi dovranno decidere che ruolo recitare tra due settimane: se dare indicazioni ai propri elettori oppure stare alla finestra. Da oggi potrebbero esserci i primi tentativi di manovra. D’altronde De Angelis, già una decina di giorni fa, aveva aperto all’alleanza augurandosi l’intesa con i due partiti nell’ipotesi di ballottaggio. Lo stesso centrodestra serrerà di nuovo i ranghi per cercare di restare al governo della città e centrare, così, il tris di mandati. E per far compiere a Mastrangeli quello scatto per la vittoria che è mancato ieri.

LA GIORNATA
Il presidente provinciale dell’Ordine dei farmacisti è stato in testa per tutta la giornata, per alcuni tratti superando anche la soglia del 50 per cento. Poi, però, è iniziato una sorta di saliscendi. Ha preso forma un’altalena del trend, con il dato del candidato del centrodestra che a metà pomeriggio si è stabilizzato intorno al 48 per cento, con punte di 49 e qualcosa. Non si è più scostato. Lo sfidante del centrosinistra, l’avvocato Marzi, ha retto, viaggiando quasi costantemente intorno al 40 per cento. Alla fine il distacco è stato di quasi dieci punti, ma la spallata non c’è stata. Sempre piuttosto staccati, invece, durante lo spoglio gli altri tre aspiranti sindaco. Il civico Cosimato si è fermato all’1,15 per cento (276 voti).


Nel 2017 il candidato del centrosinistra (allora insieme con il Psi e senza il supporto di Polo civico, M5S e Frosinone in Comune) aveva raggiunto il 27,26 per cento. Quello del M5S aveva ottenuto il 7,06, quello di Frosinone in Comune il 4,87, il Polo civico il 9,93, mentre i socialisti il 5,26. Ora la nuova alleanza fa registrare un totale lievemente inferiore a quello di cinque anni fa. Nel centrodestra, invece, mancava la Lega, c’era il Polo civico e la percentuale complessiva totalizzata dal candidato era stata del 56,4 per cento, superiore a oggi.

La lunga giornata di scrutinio, inoltre, ha scritto anche le due ipotesi di Consiglio comunale: gli scranni di maggioranza e opposizione, però, saranno assegnati soltanto dopo il responso del ballottaggio, in programma domenica 26 giugno, quando si conoscerà il nuovo primo cittadino del capoluogo.

Ultimo aggiornamento: 15 Giugno, 10:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA