Vaccino anti-Covid, la Catalent di Anagni pronta a produrre 50 milioni di fiale al mese: ecco come funzionerà

Giovedì 23 Luglio 2020 di Aldo Simoni
La visita del ministro Roberto Speranza allo stabilimento della Catalent

Sono da poco passate le 20 quando Barbara Sambuco, direttrice della Catalent di Anagni, lascia lo stabilimento. «È un susseguirsi di riunioni e di controlli, ma ormai siamo pronti» confida con un sorriso. Sa che il suo stabilimento potrà liberarci dal Covid. E soprattutto ridarci serenità. Dunque, a 50 chilometri a sud di Roma, in due ettari di capannoni immersi nel verde di platani e magnolie, si sta per scrivere, come a Pomezia, un pezzo di storia. Perché è da qui che partirà l’offensiva alla più grande pandemia del secolo, che ha rivoluzionato il nostro modo di vivere.

Sì, perché il vaccino sviluppato dal gigante farmaceutico AstraZeneca in collaborazione con lo Jenner Institute dell’Università di Oxford e con il coinvolgimento della Irbm di Pomezia, sta dando ottimi risultati contro il Covid. 

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Ma la direttrice mostra cautela. E precisa: «Veramente i risultati della sperimentazione non li conosco direttamente. Le notizie che ho, le apprendo in via informale e dai giornali. A me interessa la fase successiva. Vale a dire l’infialamento».

AstraZeneca, infatti, ha acquisito il brevetto ed ha siglato accordi con i governi di tutto il mondo, tra cui l’Italia, per la fornitura del vaccino. 

Il perché abbia scelto, poi, lo stabilimento di Anagni è presto detto. «Veramente ci conosce da tempo - osserva la Sambuco -. I rapporti commerciali con Catalent sono vecchi di anni. E comunque il nostro stabilimento ha una capacità di produzione che pochi hanno al mondo».

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L’accordo commerciale prevede la consegna di 300 milioni di dosi entro marzo. «Da fine ottobre, dunque, saremo in grado di confezionare 50 milioni di fiale al mese». Prima di essere infialato, comunque, il vaccino passerà numerosi test nei laboratori ciociari.

«AstraZeneca - prosegue la Sambuco - invierà qui ad Anagni i contenitori di prodotto biologico. Saremo noi, poi, a mescolare gli eccipienti per consentire un corretto metabolismo del prodotto. Quindi, attraverso i nostri reparti sterili, provvederemo ad infialarlo».

Ingredienti e dosaggi, ovviamente, sono top secret. E sono affidati a personale altamente specializzato e veloce. La Catalent, infatti, vanta un record mondiale: è la più rapida al mondo per l’infialamento delle medicine. E la velocità, così come la puntualità manifatturiera, costituiscono un enorme valore aggiunto nella farmaceutica. 

Il quantitativo richiesto non fa paura. «Sono volumi importanti, certo, ma per noi sono la normalità - riprende la direttrice -. In fondo non è un lavoro particolarmente complesso. La produzione degli altri medicinali proseguirà regolarmente. Come sempre». 

L’ultima incognita è il costo. Il ministro Speranza ha indicato un prezzo sotto ai 3 euro. «Ma posso garantirvi che in questa colossale operazione AstraZeneca non guadagnerà, su ogni confezione, nemmeno un euro - precisa Barbara Sambuco -. E mi spiego: le fiale che usciranno dal nostro stabilimento saranno gestite da AstraZeneca che provvederà alla distribuzione sia negli ospedali sia presso le strutture sanitarie del Paese. Ma il costo sarà pari a quello di produzione. Il guadagno, per la società distributrice, sarà tutto nell’enorme ritorno pubblicitario che ne scaturirà».

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