Pornostar uccisa e gettata nel Garda
«Massacrata con bastonate in testa»

Venerdì 27 Giugno 2014
Federica Giacomini
VICENZA - Colpita alla testa con alcune violentissime bastonate: sarebbe questa la causa della morte di Federica Giacomini, la pornostar scomparsa da mesi e ritrovata in una cassa gettata in fondo al lago di Garda.



È quanto emerge dai primi risultati della perizia medico legale sul cadavere effettuata dal dottor Paolo Montisci di Padova per conto della Procura di Vicenza, che conferma, tra l'altro, che il corpo è proprio quello della donna. Il cadavere era stato recuperato stretto in teli di plastica, avvolto con corde e fil di ferro, infilato dentro una specie di bara azzurra, abbandonata a cento metri di profondità nel lago di Garda.



Al ritrovamento si è arrivati seguendo le mosse di Franco Mossoni, l'uomo già condannato per omicidio di un presunto rivale e che con Federica aveva una tormentata relazione. Il macchinoso sistema di occultamento del corpo, che in teoria avrebbe dovuto far cancellare quasi ogni traccia, in realtà si è dimostrato un formidabile sistema di conservazione: i resti, preservati dai teli di plastica e tenuti a una temperatura costante di pochissimi gradi sopra lo zero, si sono preservati in maniera pressoché perfetta. L'esame dell'arcata dentaria, la comparazione dei dati biometrici come peso, altezza, corporatura hanno dato tutti esito positivo, permettendo l'identificazione certa della vittima.



Sulla conferma della causa della morte e sulla comparazione del dna il dottor Montisci si è comunque riservato, rimandando alla consulenza che sarà depositata in seguito. Ora il pubblico ministero Silvia Golin, che da dieci giorni aspettava questo documento, dovrà procedere con le richieste che la procura riterrà di rivolgere al giudice nei confronti di Mossoni, unico indagato per omicidio volontario e sottrazione di cadavere.
Ultimo aggiornamento: 19:23