Legge elettorale, martedì alla Consulta: rischiano di saltare il Porcellum, il premio e qualche deputato

Giovedì 28 Novembre 2013
Legge elettorale, martedì alla Consulta: rischiano di saltare il Porcellum, il premio e qualche deputato
ROMA - Si terr il 3 dicembre l'udienza della Corte Costituzionale sulla legge elettorale: la prima a ruolo, in una giornata in cui ce ne sono altre sedici. La materia delicatissima. La Corte ha una rosa di possibilità, e ognuna presenta insidie. L'approdo in Consulta del Porcellum si deve alla testardaggine di un avvocato 79enne, Aldo Bozzi, che ha deciso di non girarsi dall'altra parte. E con lui altre 25 persone, intervenute in giudizio al suo fianco. I suoi ricorsi sono arrivati in Cassazione.



La Suprema Corte, prima sezione civile, non ha preso una decisione, ma con un'ordinanza interlocutoria in cui ha segnalato numerosi aspetti critici della legge elettorale il 17 maggio ha rimesso la questione alla Corte Costituzionale. Ora il primo problema che la Corte dovrà affrontare è se la questione posta sia ammissibile. Il tema è stato dibattuto dai giuristi. Per molti il caso non è ammissibile, perchè si fonderebbe su una sorta di controversia fittizia, che alla base non ha l'interesse di un soggetto specifico. E perchè ci sarebbero dubbi sulla legittimazione dei ricorrenti ad agire.



Ma ci sono anche molti pareri opposti. Va detto che questo tema, in realtà, è stato largamente affrontato dalla stessa Cassazione che nell'ordinanza di rimessione ha valutato che l'interesse ad agire vi fosse. Inoltre ha anche chiarito che una cosa è la tutela del diritto di voto che ha mosso i ricorrenti, un'altra è l'accertamento della legittimità della legge: quindi la procedura di ricorso di fronte alla Consulta, che deve avvenire sempre in via incidentale, ossia nel corso di un procedimento giudiziario, non verrebbe intaccata. Se si supererà la fase di ammissibilità, si apre quella molto complessa del merito.



Che farà la Corte? Una possibilità è che decreti la reviviscenza del Mattarellum, la legge in vigore prima di quella attuale, strada ritenuta possibile da diversi esperti. Quando la Consulta nel 2012 bocciò il referendum abrogativo sulla legge elettorale, disse no anche al ripristino del Mattarellum. Ora la materia è diversa, non è in gioco il referendum, ma la costituzionalità della legge. In ogni caso, dovrebbe essere la Consulta a stabilire espressamente che il Mattarellum - che assegna il 75% dei seggi col maggioritario e il 25% col proporzionale - rivive.



La Corte, ma è un percorso insidioso, potrebbe anche aggredire singoli punti del Porcellum. Per esempio il premio di maggioranza, che di per sè non è incostituzionale, ma come la Consulta ha già fatto intendere in passato, ci sono profili di illegittimità se è svincolato da una soglia, come nel Porcellum. La Consulta, però non può esprimersi sulla costituzionalità di una specifica soglia, senza invadere le competenze del legislatore, può solo intervenire sul premio in quanto tale e se giudicasse incostituzionale il meccanismo di premio del Porcellum, il premio salterebbe in toto.



Questo non impedirebbe il funzionamento della macchina elettorale, ma a quel punto si avrebbe un proporzionale puro. Inoltre, siccome la giunta della Camera non ha concluso le operazioni di convalida, c'è una parte di parlamentari, eletti grazie al premio, che rischia di «saltare». C'è poi il nodo della liste bloccate: se la Corte dicesse che sono incostituzionali, rischierebbe di paralizzarsi la macchina, perchè, anche qui, non può introdurre sistemi di preferenze o ritagliare i collegi. La Consulta potrebbe ovviare a questa serie di ostacoli con una sentenza additiva in cui spiega qual è il sistema elettorale che deve essere applicato. Ma quale che sia la scelta, è evidente che la latitanza della politica genera rischi che la via giudiziaria non può sanare del tutto.
Ultimo aggiornamento: 21:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA