Accade a Napoli. Vuoi un lavoro?: «No, grazie, ad agosto sono in vacanza»

Venerdì 31 Luglio 2015 di Paolo Barbuto
«Offro dieci posti di lavoro nel centro di Napoli ma non riesco a trovare personale: i giovani vengono, storcono il naso e dicono che loro ad agosto hanno già prenotato le vacanze, mica possono iniziare a lavorare. Questo è uno scandalo», la voce all’altro capo del telefono non è alterata, eppure la storia sembra lontanissima dalla realtà: parliamone da vicino. Dove ci vediamo? Appuntamento a piazza Municipio, bar Chicco d’Oro di fianco al Mercadante, con il Maschio Angioino che sembra seduto al tavolino di fianco al tuo.







Giovanni De Vivo è il giovanissimo titolare (24 anni) del lussuoso locale, orfano di entrambi i genitori condivide con la sorella Valentina la gestione dell’eredità di papà Ferdinando e mamma Giovanna: loro hanno lavorato duro per costruire il marchio di abbigliamento Exact e realizzare una decina di negozi, oggi i figli con orgoglio cercano di non perdere la strada del successo. L’ultima eredità è il bar di piazza Municipio. Buongiorno Giovanni. Si rende conto che la storia dei posti di lavoro rifiutati sembra irreale?



«Se non fosse stata una storia irreale non avrei chiesto, con forza, che venisse raccontata», parte come un treno il giovane imprenditore. «Dunque, in questo locale ci sarebbe bisogno di altro personale. Almeno dieci figure professionali per i vari tipi di attività, dalla gelateria alla pasticceria alla cucina perché qui facciamo tutto in casa abbiamo anche forni e cucine per la preparazione di dolci e cibo. Pensavamo che qui fuori ci sarebbe stata una fila di persone pronte a lavorare invece, per adesso, sono arrivati solo giovani che non avevano nessuna voglia di sacrificarsi e se la sono filata».



La storia continua a sembrare paradossale. Non è possibile pensare che al giorno d’oggi c’è ancora qualcuno che può permettersi di rifiutare un lavoro. Giovanni De Vivo spiega che la ricerca di personale è iniziata con una inserzione su un sito specializzato: sono arrivate più di cento adesioni e la prima scrematura, basata sui curriculum, ha portato i candidati a quaranta. La maggior parte di questi ultimi non s’è nemmeno presentata al colloquio, gli altri sono andati via senza più dare notizia.



Ovviamente sorge un dubbio che si materializza sotto forma di parole dirette: evidentemente proponete un lavoro assurdo e un guadagno irrisorio, ecco perché la gente scappa. Giovanni non se la prende e, anzi, sorride: «No, no, qui facciamo tutto in regola. Contratto nazionale di lavoro, due mesi a tempo determinato, in prova; poi quasi tutti passano a tempo indeterminato. All’inizio si guadagna il minimo contrattuale, intorno agli 800 euro. I nostri turni non superano le nove ore. E le ore in più, quando ce ne sono, vengono retribuite come straordinario.



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