Napoli, pietre e bottiglie contro i carabinieri a piazza Mercato: l'abbraccio della pace

ARTICOLI CORRELATI
di Rossella Grasso

8
  • 2545
Si sono incontrati in mezzo alla piazza dove due giorni fa è scoppiato il caos per i fuochi di Sant’Antonio. I ragazzi di piazza mercato hanno chiesto scusa ai carabinieri a nome di tutti quelli che hanno partecipato al fuoco e che si sono resi protagonisti dello spiacevole episodio di violenza. «Mi è dispiaciuto sapere che uno dei carabinieri si era fatto male, per questo siamo qui a chiedere scusa», dice uno di loro, 9 anni. 
 

«Noi ci teniamo alle tradizioni - dice un altro di 10 anni - quando su Facebook abbiamo visto che negli altri quartieri i ragazzi stavano facendo i fuochi abbiamo voluto accendere anche noi il nostro». Quando sono intervenuti i carabnieri la catasta di legna raccolta era già alta circa 5 metri e alcuni ragazzi avevano preparato delle molotov da usare come esca per il fuoco. Dal racconto dei carabinieri è emerso che i numerosi ragazzi che si erano radunati al centro della piazza avevano tra i 10 e i 15 anni. Ad un tratto uno di loro, per sfuggire a uno dei carabinieri, intervenuto per ovvie ragioni di sicurezza, ha lanciato una molotov su cui il militare è scivolato riportando una contusione. 
 
 

A distanza di due giorni da quell'episodio che da festa si è subito trasformata in un putiferio, un gruppo di bambini ha chiesto di poter porgere le scuse. Così carabinieri e ragazzi si sono abbracciati in piazza e la pace è subito fatta. Nel luogo dove c'è stato il conflitto adesso già si parla di organizzare una partita di calcetto che vedrà protagonisti una squadra di militari e una di giovani del quartiere. Le due porte di ferro che fino a qualche mese fa delineavano il campo ora non ci sono più, divelte da chi non rispetta i luoghi di tutti. Al loro posto ci sono quattro cassonetti, due dei quali bruciati dal rogo del 17 sera, memoria di una bravata a cui i ragazzi vogliono porre rimedio. «Capirsi e dialogare con i ragazzi del quartiere - ha detto Francesco Ciancarella - il carabiniere rimasto contuso la sera dei fuochi di Sant'antonio - può essere utile per noi e per loro. Noi dobbiamo confrontarci con qualsiasi tipo di persona a prescindere dall'età, è un motivo di crescita anche per noi come persone e come ruolo. Lavorando qui, a piazza Mercato, incontro tutti i giorni questi ragazzi. Fa strano vederli qui a chiedere scusa anche se a me non servivano perchè domani avrei riso e scherzato come sempre con loro. Abbiamo sempre avuto un rapporto sereno a prescindere da tutto». 

«Siamo qui per far capire a tutta la città di Napoli che non sono tutti baby gang - ha detto Gianfranco Wurtzburger, presidente dell'associazione Gioventù Cattolica che opera nella zona e che ha accompagnato i ragazzi all'incontro pacificatore - Sono bambini che vogliono giocare, che cercano di sfogarsi e hanno la piazza come unico spazio per poterlo fare. Ci dispiace molto per quanto accaduto l'altro ieri perchè è una tradizione della nostra città. Per evitare che succedesse tutto ciò abbiamo chiesto un'autorizzazione a cui non abbiamo avuto risposta e i ragazzi hanno organizzato ugualmente il falò. Hanno capito che tutto ciò che è successo non è stata una bella cosa e il giorno dopo mi hanno detto che erano dispiaciuti per aver visto il carabiniere cadere e farsi male. Così mi hanno chiesto di incontrarlo e chiedergli scusa».

In piazza è sceso anche chi difende la tradizione e ha trovato ingiusto l'intervento dei carabinieri. Scuse o no resta che i ragazzi del quartiere vogliono con forza il famoso «cippo» per Sant'Antonio. Qualcuno è pentito ma resta il dispiacere di quella tradizione negata. «I motivi di sicurezza sono preminenti - ha spiegato il vicesindaco Raffaele Del Giudice che ha partecipato all'incontro - Però stiamo lavorando all'idea di coinvolgere gli esperti di sicurezza e i Vigili del Fuoco per creare un perimetro di sicurezza e fare finalmente il falò come vuole l'antica tradizione napoletana. È complicato reperire il materiale adatto però la giornata di oggi è stata talmente bella che stiamo pensando di farlo il falò, magari in maniera più ristretta e recuperare una tradizione spolverando lo spirito e gli antichi valori in piena sicurezza. Questi ragazzi oggi ci hanno dimostrato che il vero coraggio risiede nel chiedere scusa, chi aggredisce un compagno è un vigliacco». 
Venerdì 19 Gennaio 2018, 17:25 - Ultimo aggiornamento: 19-01-2018 21:30
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
3 di 8 commenti presenti
2018-01-19 19:03:52
Mah !!!!!!!
2018-01-19 18:42:38
bene così, alla faccia di saviano!
2018-01-19 18:04:53
«Noi ci teniamo alle tradizioni - dice un altro di 10 anni ...

QUICKMAP