Candidati M5S, un massone corre per la Camera in Campania

Domenica 11 Febbraio 2018 di Valentino Di Giacomo
Un massone da qualche settimana in sonno candidato in Campania con il Movimento 5Stelle: è Lello Vitiello, «Oratore» della loggia napoletana «Sfinge», la numero 1.283 aderente all'obbedienza del Grande Oriente d'Italia. Eppure, almeno per coloro che erano chiamati a partecipare alle parlamentarie, nel regolamento grillino era espressamente vietata l'appartenenza a logge massoniche. Invece Vitiello sarebbe stato inserito nel collegio uninominale di Campania 3 direttamente dal direttorio, l'ultima parola spettava infatti al leader Luigi Di Maio.

Fino a pochi giorni fa era stato proprio Di Maio ad assicurare che non ci sarebbero stati «grembiulini» tra i candidati. «Chi è iscritto alla massoneria diceva il candidato premier M5s appena pochi giorni fa in un programma tv - non si può candidare con il Movimento 5 Stelle». Non è andata proprio così. Nei grillini, tra gli aspiranti ad un seggio in Parlamento, almeno un massone c'è.
 
Catello Vitiello, per i «fratelli» semplicemente Lello, è un avvocato stabiese, figlio di Salvatore, ex democristiano e candidato a sindaco nel 2013 proprio a Castellammare. Vitiello non avrebbe neppure partecipato alle parlamentarie perché al punto «6h» del regolamento grillino è espressamente vietata l'iscrizione a logge massoniche. Forse è per questo che Vitiello, una volta certo di essere stato inserito nelle liste elettorali dei 5Stelle, ha chiesto alla propria loggia, esattamente lo scorso 23 gennaio, di volersi «mettere in sonno». Nel linguaggio massonico è l'espressione usata per descrivere chi non vuole più partecipare ai lavori. Durante «l'assonnamento» il massone perde i suoi diritti all'interno della loggia, ma mantiene la sua qualità di iniziato e può richiedere in seguito di essere riammesso. Un paradosso che proprio Vitiello non avrebbe rispettato il regolamento dei grillini, lui che rivestendo il ruolo di oratore all'interno della «Sfinge», è indicato come il «Dignitario custode della legge massonica». Vale a dire chi è preposto proprio a controllare che vengano applicati i dettami della Costituzione e dei Regolamenti all'interno «dell'officina». Fino al 23 gennaio Vitiello era tra gli «attivi e quotizzati» della loggia napoletana, poi ha lasciato per dedicarsi a pieno regime alla campagna elettorale.

Se Vitiello era fino a pochi giorni fa un «fratello in grembiule», non è l'unico tra i sostenitori e gli attivisti grillini ad essere molto vicino all'ambiente della massoneria. Tra i candidati alle parlamentarie figurava anche Gabriele Esposito che però non ha ricevuto i voti necessari per arrivare ad ottenere una candidatura per il Parlamento. Esposito non sarebbe iscritto ad alcuna loggia, ma è il fratello di Giovanni, il Gran Tesoriere nazionale del Grande Oriente d'Italia. Giovanni Esposito, avvocato napoletano, è infatti noto alle cronache perché alle ultime elezioni comunali come rivelò Il Mattino sostenne la corsa a Palazzo San Giacomo di Luigi de Magistris. Il sindaco e il Gran Tesoriere del Goi scelsero, forse simbolicamente, proprio l'hotel Oriente nel centro di Napoli per la presentazione di un candidato, Enzo Peluso, anch'egli massone. Poi Peluso decise di fare un passo indietro per non imbarazzare de Magistris che da magistrato si era reso protagonista di varie inchieste sulla massoneria deviata.

Un dietrofront a cui potrà essere costretto anche Vitiello, a meno che l'avvocato stabiese non abbia comunicato al Movimento 5 Stelle i suoi trascorsi quando ha accettato la candidatura. Resta però il mistero se Vitiello abbia comunicato di aver fatto parte con un ruolo di primo piano all'interno del Goi. Oppure se il grembiulino non ha detto nulla ai vertici del Movimento.
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