Frattamaggiore, la verità del gioielliere: «Quel rapinatore mi ha puntato la pistola contro, ​ho dovuto sparare»

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di Gigi Di Fiore

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Inviato a Frattamaggiore

È provato, Luigi. Molto provato. Il giorno dopo aver ucciso un rapinatore fuori la sua gioielleria, non riesce ancora a spiegarsi bene quello che è accaduto. Scosso, dice no a tutte le richieste di intervista. Con l'anziano padre Angelo è riuscito solo a parlare con il suo avvocato Luigi Ferrante. Ha la faccia da ragazzino, Luigi, nonostante i suoi 30 anni. E lo stato d'animo in cui è piombato lo fa apparire ancora più piccolo. «Mi sento male - sussurra - Non voglio parlare con nessuno».

Ha dormito poco, la notte dopo la morte del rapinatore Raffaele Ottaiano. Agitato, ma anche impaurito. Non immaginava di dover mai usare la pistola che aveva da quando era diventato maggiorenne. Un'attività a rischio, la sua, in una gioielleria che a Frattamaggiore tutti conoscono, perchè inaugurata addirittura 138 anni fa. Ma, nonostante tutto, dice di non aver mai subito una rapina.
 

Eppure Luigi è subentrato al padre Angelo nel 2004. È lui a gestire l'attività di famiglia da ben 14 anni. Un'attività fondata dal bisnonno Carlo, addirittura nel 1880. Lì dentro, in corso Durante, a due passi dalla basilica di San Sossio Levita e Martire in piazza Umberto I, si sono avvicendati padri e figli ogni 40 anni. Luigi è il quarto della famiglia. E, consigliato, aveva subito preso il porto d'armi.

«Ma non ho mai sparato a nessuno», dice. È la prima volta ed è stato tremendo. Non è facile sapere di aver ucciso un uomo, anche se è stato un gesto di difesa e se la paura in attimi frenetici e violenti ha condizionato quella decisione.

Luigi sa che è indagato per omicidio colposo e aspetta qualche comunicazione dalla Procura di Napoli nord guidata da Alfredo Greco. Sicuramente gli arriverà un avviso di garanzia con la data dell'autopsia alla vittima. Un adempimento formale, che gli consentirà di nominare un consulente della difesa che parteciperà alle attività del medico legale.
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Lunedì 12 Febbraio 2018, 06:38 - Ultimo aggiornamento: 12-02-2018 15:39
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 10 commenti presenti
2018-02-12 12:00:39
Vuoi vedere che la famiglia dei rapinatori si costituiscono parte civile e devono essere anche indennizati visto che il capo famiglia ha perso il posto di lavoro?.........
2018-02-12 13:22:16
hai qualche dubbio? Io no, e data la serietà del nostro stato di diritto (ovviamente l'unico riconosciuto, ossia quello dei delinquenti) la magistratura sarà costretta ad accettare tale procedimento, cerchiamo di non difenderci, almeno siamo sicuri di subire un bellissimo funerale e non affrontare un brutto processo. W L'ITALIA
2018-02-12 09:15:42
la difesa con tutti i mezzi della propria incolimità e del proprio diritto a lavorare anche nel campo del commercio di preziosi è un diritto fondamentale che la nostra costituzione dovrebbe riconoscere in toto. Il gioielliere ha esercitato un diritto, è il rapinatore adf esercitare una violenza che va combattuta con tutti i mezzi, anche con le armi, daltronde se uno stato tra cui l'Italia viene agredito con le armi è con le armi che si difende, i nostri ingiustamente iperpagati legislatori oltre a difendere i privilegi che si sono dati potrebbero pensare anche e stavolta seriamente alla legge sulla legittima difesa evitando la pagliacciata (perchè è una grande pagliacciata) considerare la difesa legittima doèpo le ore ventidue, ricordo a questi pagliacci che i raqgzzini di terza media sono più seri, piena solidarietà al gioielliere ed una feroce critica ai legislatori.
2018-02-12 09:07:52
Il magistrato invece di incriminare il gioielliere dovrebbe incriminare i politici che hanno ridotto la società in questo stato dato che sono loro i veri responsabili di questa e tante altre morti (Pamela compresa)!!!! (Afano, Boldrini, Orlando, Bonino ecc. sono solo alcuni tra i recenti responsabili)
2018-02-12 12:08:17
sono in pieno accordo con te, il magistrato profferirà le seguenti parole in merito all'incriminazione di chi si è legittimamente difeso:- è un atto dovuto. E' solo una frase, il vero atto dovuto consiste nel sostenere con forza e fatti concreti chi ha avuto il coraggio di difendersi.

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