Spari al comizio, Qualiano al voto tra veleni e paura

Domenica 24 Giugno 2018 di Gigi Di Fiore
Inviato a Qualiano

I manifesti elettorali con i faccioni dei due candidati sindaco sembrano avanzi di un naufragio. Imbrattati da vernice spray rossa e nera, sfregiati da disegni volgari e parolacce sono l'immagine di una campagna elettorale da colpi bassi. «Mai fatto una campagna elettorale così aggressiva, eppure non sono un novellino della politica - dice il sindaco uscente Ludovico De Luca, 46 anni, assicuratore, un passato nell'Idv e oggi candidato indipendente - Sono volate parole come pietre, con fandonie, aggressioni, fisiche e verbali, e una montagna di fango su me e chi mi sostiene».

GLI SPARI DI VENERDÌ
In un mese è successo di tutto, o quasi. Venerdì sera, all'angolo tra piazza Rosselli e via Santa Maria a Cubito, sono stati sparati anche cinque colpi di pistola. Alla Caffetteria Rossetti come al bar Mimì alzano le braccia e qualcuno commenta: «Accade il peggio, ormai». Sette colpi e sembra che i due giovani in moto a volto coperto dal casco abbiano voluto intimidire un commerciante per vicende legate al racket di nuovo aggressivo. Su via Santa Maria a Cubito ci sono quasi tutti i comitati elettorali. Su venerdì sera, il Pd parla di «stesa» di camorra e diffonde un comunicato: «Si è trattato di un atto ancora più grave perché avvenuto durante la chiusura della campagna elettorale, con intere famiglie in piazza».

LA REAZIONE IN PIAZZA
In piazza, venerdì c'era Raffaele De Leonardis, 51 anni, commercialista, candidato sindaco del centro destra, che al primo turno ha ottenuto il 47,06 per cento di voti. Il 5,91 per cento in più del suo concorrente De Luca. La manifestazione doveva concludersi con ospite d'onore Rosario Miraggio, cantautore con molti fan da queste parti. C'erano giovani, donne con i loro figli. C'era anche Angelo Ferrillo, animatore della lista sulla Terra dei fuochi che appoggia De Leonardis. Ha denunciato ai carabinieri che quella pistola era a pochi metri da lui e che ha visto sparare. Ora aggiunge: «Non auguro a nessuno di vedersi puntare la pistola contro e sentire esplodere i colpi. Si spara tra la folla durante i comizi elettorali in mezzo a donne e bambini». Raffaele De Leonardis era impegnato nel suo comizio. Parla di «atto spregiudicato di violenza da condannare». E dice: «Vogliamo solo serenità, ma c'è chi la turba con attacchi scomposti». De Leonardis è stato attaccato soprattutto per il suo cambio di schieramento alla vigilia della campagna elettorale. Era fino a marzo presidente del Consiglio comunale con il centro sinistra, ora è il candidato sindaco del centro destra dopo una lunga carriera politica locale passata dal Ccd all'Udeur fino al Pd. Il suo concorrente, il sindaco uscente Ludovico De Luca, ha parlato di lista da «sfravecatura». Parole pesanti.

 

GLI ALTRI EPISODI
Prima di venerdì sera, De Luca ha denunciato di aver avuto un'aggressione da un candidato avversario. Dall'altra parte, solo tre giorni dopo, è stato segnalato il danneggiamento di una trentina di auto di sostenitori di De Leonardis nel parcheggio del complesso turistico «Torre Carinati». All'interno, una manifestazione elettorale del candidato sindaco con Michele Schiano, coordinatore regionale di «Noi con l'Italia». E proprio Schiano, nel ricordarlo, commenta: «Già da allora davamo fastidio con una presenza così massiccia di sostenitori». Pre-elezioni rovente per un mese. E non è mancata l'inchiesta sui voti comprati, avviata due settimane fa dopo il primo turno elettorale. Dieci indagati, con due pregiudicati, per voti comprati a 30-50 euro in via Di Vittorio. Fuori la sezione 18, il candidato Vincenzo Toti, che appoggia De Leonardis, ha offerto caffè gratis agli scrutatori. È stato sentito dai carabinieri. Dice De Leonardis: «C'è l'accertamento di un voto comprato perché ci sono le fotografie, il passaggio dei soldi e l'identificazione delle persone coinvolte. Poi c'è il gesto di umanità di Toti che si è l'offerta di portare un caffè a persone al lavoro».
LE DENUNCE
Non sono mancate le denunce. Tre pagine ha scritto e consegnato ai carabinieri l'avvocato Vittoria Pirozzi, per segnalare post e frasi diffamatorie contro De Luca, che ora ci tiene a commentare l'episodio di venerdì: «Sono certo, sentendo i carabinieri, che non ci sia relazione tra gli spari e il comizio della coalizione di centrodestra. Leggo che un candidato del centro destra si è visto puntare la pistola, a lui va tutta la mia solidarietà di cittadino». Scintille, alla vigilia del voto decisivo di oggi. Voto infiammato in una realtà complessa. Don Francesco, parroco della Santissima Maria Immacolata da dieci anni, anima con la Caritas un centro di ascolto. È lui ad aver avviato un centro di accoglienza per donne vittime in una casa confiscata ad un camorrista. Non è stato facile l'ultimo anno, tra arresti di affiliati ai clan Pianese-D'Alterio, la condanna di un consigliere comunale d'opposizione per concorso esterno alla camorra, la ripresa di estorsione e spaccio. Ma si guarda al futuro. Nonostante una campagna elettorale da dimenticare.
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