Napoli, nasce il museo del mare sul modello Los Angeles: ci saranno anche le navi romane del Municipio

di Titta Fiore

5
  • 6509
Los Angeles.  Nascerà nel cuore del porto, negli spazi che furono dei Magazzini Generali costruiti negli anni Quaranta dall'architetto Marcello Canino, il nuovo Museo del mare e dell'emigrazione di Napoli. Un progetto ambizioso che coinvolge anche l'Archeologico e che il presidente dell'Autorità portuale, Pietro Spirito, annuncia alla firma di un importante accordo di collaborazione con il porto di Los Angeles, nella cittadina di San Pedro, dove vive e opera una foltissima comunità ischitana. Quarantacinquemila persone che più di dieci anni fa, anche grazie al dinamismo della loro battagliera rappresentante Carmela Funiciello, hanno spinto e ottenuto che la città simbolo della California fosse gemellata con l'Isola Verde di cui si innamorò anche Truman Capote. Dunque, fortemente simbolico di un legame di memoria e di futuro il luogo scelto per sancire l'accordo tra i due poli produttivi, e significativo l'annuncio del progetto museale, che trova sponda per certe soluzioni espositive proprio nella mostra permanente di San Pedro.

I REPERTI
La Napoli nata dalle migrazioni greche e città di migranti nella lunga stagione a cavallo tra la fine dell'Ottocento e il 1915, quando dal suo porto partirono verso le Americhe milioni di meridionali, sarà al centro dell'indagine scientifica e metologica. Il nucleo principale del patrimonio verrà dai reperti dell'antico porto cittadino ritrovati nel corso degli scavi della metropolitana dell'arte, a partire dalle tre magnifiche navi romane emerse dal sottosuolo pressoché intatte. Molte saranno le esposizioni temporanee e contributi importantissimi arriveranno dal Mann. Dice il direttore Paolo Giulierini: «Abbiamo tante opere legate al mare, mosaici con scene di pesca, relitti, oggetti di ogni foggia e materiale sulla storia della navigazione e saremo lieti di metterli a disposizione di questo progetto, mentre l'anno prossimo organizzeremo una mostra, Thalassa, per ricordare che il mare deve essere considerato un ponte tra i popoli e non, come accade ai tempi nostri, un luogo di conflitti». La vicinanza con la stazione crocieristica, un monumento iconico come il Maschio Angioino, il waterfront del Molo Beverello, di prossima costruzione, e la metropolitana che congiungerà porto, aeroporto e ferrovia, rende strategica la posizione dei Magazzini Generali.

L'OBIETTIVO
«Il nuovo museo deve essere attrattivo in un polo già molto importante» spiega Spirito, «punteremo sull'apporto dei new media ma conserveremo viva la memoria del passato attorno ad alcuni valori fondativi, racconteremo il lavoro come si faceva, illustrando ad esempio la filiera del tonno, e come si fa oggi, movimentando milioni di container». La governance del museo? «Creeremo un comitato di gestione, con la Municipalità, la Regione, l'Area Metropolitana, e si spera il Mibact, l'Autorità portuale e le fondazioni bancarie».

L'INTESA
Alla firma dell'accordo di San Pedro tra Spirito e il council member di Los Angeles Joe Buscaino il tasso di napoletanità era altissimo, con Anthony Pirozzi Jr e Antonio Gioiello, nel board del porto Usa, e il console generale d'Italia Antonio Verde. Le cifre danno il senso dell'operazione: con il solo distretto fiscale di Los Angeles l'Italia commercia quasi quattro miliardi di dollari di merci all'anno, con un surplus di quasi 2 miliardi di dollari. Esportiamo verso la Città degli Angeli, soprattutto mezzi di trasporto, meccanica, vini e gioielli. «Noi guardiamo - conclude Spirito - a un collegamento diretto con la costa occidentale degli Stati Uniti dal punto di vista commerciale e turistico e siamo interessati ai metodi che usano per migliorare l'impatto ambientale».
Martedì 17 Luglio 2018, 10:12 - Ultimo aggiornamento: 18 Luglio, 07:04
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 5 commenti presenti
2018-07-17 11:43:23
quella che sembrerebbe una buona notizia mi porta a due considerazioni: a) cosa centrano gli americani nella costituzione di un nuovo museo a Napoli? se anche c'è' bisogno di fondi, possibile che non vi è un' azienda Campana, o almeno italiana interessata? b) ammenochè non sia già stato fatto (sbagliando) non ha troppo senso rimuovere le navi per trasferirle in un museo a poche centinaia di metri. Sarebbe /sarebbe stato molto meglio (se possibile) integrare i reperti nella stazione della metropolitana. é stato/sarà consultato un archeologo, o come al solito sarà lasciata la decisione a chi non ha competenza alcuna (politici, architetti/ingegneri, giornalisti ....)? Già il fatto che la partecipazione del MIBACT venga considerata un optional, mentre credo che a norma di legge sia indispensabile e dovuta, è tutto dire ....
2018-07-17 12:13:52
IO ASPETTEREI QUALCHE ANNETTO VISTO I PRECEDENTI: BAGNOLI DOCET. E PER NON Parlare della nuova metro….
2018-07-17 17:13:55
Bellissima idea per arricchire la città di un altro museo.
2018-07-17 20:05:33
chi paga....? e quanto tempo ci vorra' per vedere questa opera .....o sara' l'ennesima incompiuta ..... via marina è rimasta cosi ... ferma incompiuta ...
2018-07-19 12:49:01
Splendida iniziativa spero diventi possibile e concreta. Tra l'altro alcuni anni fa ho visitato una piccola mostra dedicati ai documenti dell'Emigrazione allestita da GAETANO BONELLI soprattutto per i viaggi via mare in partenza da Napoli. Spero possa proseguire su questa falsariga.

QUICKMAP