I cold case degli archeo-investigatori: i segreti delle morti violente nell'antica Pompei

di Susy Malafronte

I cold case degli archeo-investigatori: dalla Pompei romana emergono i segreti delle morti violenti. Gli «Csi» dell’archeologia hanno rinvenuto un nuovo frammento di letto funerario all'interno di un'urna di cremazione.

L’annuncio social dei dipartimenti di archeologia di Valencia e della British School di Roma diventa virale. Sul profilo Facebook, gestito dai due poli universitari impegnati in nuovi scavi all’interno del Parco Archeologico, è stata postata l’immagine che svela nuovi scenari dei riti funerari degli abitanti della Pompei di duemila anni fa. Lo scatto inedito ha fatto impazzire il web. Ciò significa che nuovi ed entusiasmanti segreti stanno per essere riportati alla luce dopo due secoli di buio sotto la cenere e i lapilli del Vesuvio. Gli appassionati della città archeologica, dunque, sono con il fiato sospeso nell'attesa di nuove ed importanti rivelazioni.

Gli archeo-investigatori inglesi e spagnoli sono impegnati nelle indagini sulla morte degli antichi pompeiani. «Non sempre gli abitanti della città archeologica sono morti per cause naturali», spiegano gli esperti. È per scoprire le cause della morte violenta che, nelle Necropoli di Porta Nola e di Porta Sarno, sono state delimitate due ampie scene del crimine. Dalle prime indagini di scavo sono state riportate alla luce alcune urne contenenti le ceneri di soldati pretoriani.  

Il piano investigativo di archeologia, finalizzato alla scoperta delle sepolture di cremazione denominato «la morte a Pompei - Necropoli e i fuggiaschi di Porta Nola», è seguito dagli esperti della «British School», con sede a Roma, e del dipartimento di archeologica di Valencia, con il supporto del Parco Archeologico di Pompei. La Necropoli di Porta Nola, a nord della città archeologica, è uno dei luoghi ideali per conoscere le caratteristiche fisiche e sociali, le abitudini e costumi, i modus vivendi, le abitudini e le cause morte degli antichi pompeiani.

«Il nostro studio - spiegano gli archeologi impegnati nello scavo di Porta Nola - mira a capire come i pompeiani hanno affrontato il momento trascendente della morte, sia nella sua vita quotidiana che nel momento catastrofico dell'eruzione del Vesuvio».

A Porta Sarno, invece, si è appena conclusa con grande successo la prima stagione investigativa. Nella Necropoli risorta dalle ceneri sono emersi: 7 urne, diverse monete e un piatto. Analizzate 4mila ossa e studiati 2mila frammenti di letto funerario. Si tratta di una ricerca eminentemente multidisciplinare con la partecipazione di diverse scienze archeologiche, archeologia funeraria, antropologia fisica, archeologia ossea e palinologia. Lo studio si avvale di tutte le tecnologie più moderne applicate alla topografia, alla geofisica, alla radiologia e alla  realtà aumentata.
Domenica 19 Agosto 2018, 14:03 - Ultimo aggiornamento: 19-08-2018 15:55
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