Bagnoli, la legge frena Floro Flores
«Sussiste il rischio atti nulli»

di Luigi Roano

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Si può affidare una funzione amministrativa come quella del commissario governativo a un imprenditore, a un privato che ha già suoi - legittimi - interessi imprenditoriali? Come si dice in questi casi la legge va interpretata ma esiste ed è molto abbondante. In linea teorica si può affidare un incarico come quello di commissario a un privato, ma i paletti che la legge mette sono tanti. Giusto sottolineare che un conto è l'essere in conflitto, un altro è abusare effettivamente della propria posizione. Sono due aspetti distinti e in Italia se ne parla in maniera concreta dalla discesa in campo di Silvio Berlusconi.

LA LEGGE
La normativa è in continua evoluzione, l'ultimo testo approvato inquadra così il problema: «Sussiste conflitto di interessi nei casi in cui chi ricopre una carica di governo sia titolare di un interesse economico privato tale da condizionare l'esercizio delle funzioni pubbliche ad esso attribuite o da alterare le regole di mercato relative alla libera concorrenza». Potrebbe essere il caso del possibile nuovo commissario per Bagnoli Francesco Floro Flores, un imprenditore che gestisce lo Zoo e l'Arena Flegrea. Ragion per cui ogni atto del commissario potrebbe poi essere nullo. Giova ribadire che avere un conflitto di interesse non significa non poter fare il commissario, piuttosto se viene rivelato il conflitto bisogna attenersi alla normativa che è rigida. Basta pensare che la funzione di commissario è ritenuta al pari di quella delle cariche di «presidente del Consiglio dei ministri, ministro, viceministro, sottosegretario di Stato». Si diceva dei paletti, nell'attuale normativa è esplicitato che «il titolare di cariche di governo, nello svolgimento del proprio incarico, non può: ricoprire cariche o uffici o svolgere altre funzioni comunque denominate ovvero esercitare compiti di gestione in società aventi fini di lucro o in attività di rilievo imprenditoriale». Questo è il primo paletto che la legge prevede, che può essere superato con la nomina da parte dell'imprenditore «di uno o più institori». Ovvero un dirigente esterno all'azienda che prende il posto del titolare, sostanzialmente un controllore.

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Lunedì 3 Settembre 2018, 08:55
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
1 di 1 commenti presenti
2018-09-03 13:49:43
Capolavoro della Lezzi. Guai se l'avesse atto il Governo Gentiloni. Per oro tutto va bene, tutto è pulito e regolare. Omnia munda mundis.

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