Via la fontana dal Vomero, l'ira di Tatafiore: «Il sindaco chieda scusa, ora dovranno risarcirmi»

di Ugo Cundari

25
  • 588
Diciannove anni ha resistito la fontana Itaca del maestro Ernesto Tatafiore a via Scarlatti. È stata rimossa sabato in trenta minuti, sollevata da un camion per trasporti speciali. Tornerà? Il Comune, artefice dell'operazione, ha sottolineato in una nota che la rimozione era necessaria «per urgenti e improrogabili interventi di pulitura e restauro». Ma Tatafiore era stato avvisato? E questi lavori erano davvero necessari? A pensar male, visti anche i commenti di alcuni vomeresi che sperano che quella fontana non torni mai più, questa operazione sembra un altro colpo nella crociata contro le opere di arte contemporanea in città e non solo. Il mulino di Kounellis a Ponte di Tappia è arrugginito e senza manutenzione dalla sua inaugurazione, venti anni fa. Le opere d'arte nelle stazioni della metro spesso sono vandalizzate o lasciate nell'incuria, ieri è toccato ai mosaici della stazione di Salvator Rosa. Fuori Napoli, la collezione Terrae motus di Amelio alla reggia di Caserta aspetta ancora la sua collocazione definitiva, a Benevento il giardino ideato nel 1992 da Mimmo Paladino in uno degli orti del convento di San Domenico versa nel degrado e nell'abbandono.

Maestro Tatafiore, Napoli ama poco l'arte contemporanea?
«Non è vero, anzi in città i musei e le nostre di arte contemporanea hanno sempre successo. Diverso il caso di opere installate in città e che hanno bisogno di una corretta e continua manutenzione. Il privato apprezza, il pubblico forse non è altrettanto sensibile».

Come per la sua fontana, abbandonata da un po'.
«Era in uno stato di degrado inaccettabile, lo abbiamo segnalato al Comune tante volte, ma senza avere mai una risposta. Non si poteva ripulire dalle cartacce e dalle foglie secche senza mettere in piedi questa operazione di rimozione così inutile e insensata?».

È mai stato informato della rimozione della sua fontana?
«No, il Comune sostiene di aver mandato una comunicazione datata 14 agosto, ma non l'ho mai ricevuta, tra l'altro loro dicono di aver mandato una semplice mail, neanche una raccomandata o una pec come si dovrebbe in casi come questi, e poi a ridosso di ferragosto, data sospetta quanto meno. Fra l'altro avrebbero dovuto essere avvistai anche la Sovrintendenza e i Consiglieri comunali, che ovviamente niente ne sapevano».
CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO:
  • Accesso illimitato agli articoli
    selezionati dal quotidiano
  • Le edizioni del giornale ogni giorno
    su PC, smartphone e tablet
SCOPRI LA PROMO



Giovedì 6 Settembre 2018, 07:00
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 25 commenti presenti
2018-09-06 15:22:10
c.e il rischio reale che nelle condizioni cui trovasi il manufatto anche i capitoni possano arrugginire...!!!
2018-09-06 14:39:41
L'opera d'arte è costata 100 milioni di Lire, parte dei quali finiti in tasca all'artista come compenso. Una volta venduta, l'opera, bell o brutta che sia, appartiene all'acquirente che ne dispone come vuole, mettendola in una teca o anche distruggendola. Di che danni va parlando questo sedicente "artista" che non ha certo creato un capolavoro michelangiolesco? Segno dei tempi degradati in cui vivamo. Una volta i "VERI" artisti pativano la fame creando capolavori, ora artistucoli da strada pretendono, oltre a cifre alte, anche un coinvolgimento che non è dovuto
2018-09-06 14:39:06
Tatafiore pagava occupazione di suolo?, consumo di acqua e elettricitá? NOOO e allora che cavolo di risarcimento vuole, e scuse per cosa per aver messo ferro rugginoso su suolo comunale? ma facitem o ´favor! stessimo parlando che só di una fontana di Giacomo Della Porta , Bernini ecc.ecc. ma qua stiamo parlando di un campano (Marigliano) cui " arte" viene offerta su Amazon!
2018-09-06 14:32:29
Nell'Arte c'è da apprezzare soprattutto lo studio, l'ingegno, la ricerca e il desiderio di un'artista di voler "creare" qualcosa che non esiste. Non mi sembra pertanto corretto "disprezzare - tout court - l'artista che ha operato in tutta buona fede. Tuttavia un'opera d'arte, una volta completata, è tale se suscita una sorpresa e un'emozione a chi la guarda. L'apprezzamento di un'opera d'arte è quindi, in linea generale, di tipo soggettivo. Anche se, spesso, le valutazioni personali di esperti del settore possono influenzare l'ambiente, il territorio e l'epoca storica. A quanto pare, la fontana di Tatafiore non ha, in questo senso, ricevuto molti riscontri positivi. Tant'è! Eppure, qualcuno l'ha pure accettata e fatta montare in un'area della città considerata, non a torto, preparata sul piano dell'esperienza estetica. Così, a quanto pare, non è stato. Ma prima di considerarla una "munnezza", e prima ancora di esporla al pubblico giudizio, un'opera d'arte o presunta tale, dovrebbe essere studiata ed analizzata. E' stato fatto in questo caso? Viene fatto nella normale prassi da chi di dovere? Qui sorge un dubbio....
2018-09-06 13:05:31
spero che questa fontana subisca una della più pesanti noie burocratiche affinchè non venga mai più installata, un vero squorno per la città

QUICKMAP