Mafiosi, stretta sulla patria potestà
da Napoli: «Via i figli ai boss»

di Gigi Di Fiore

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Il documento ha per titolo «Risoluzione in materia di attività degli uffici giudiziari nel settore della criminalità minorile nel distretto di Napoli». È la proposta di delibera che martedì pomeriggio la sesta commissione del Csm, presieduta da Paola Balducci, presenterà alla seduta straordinaria del plenum che si terrà, in via eccezionale, nella sala Arengario del tribunale di Napoli. Di fatto, è un documento sulle baby gang e la criminalità minorile napoletane. Un atto, che ha per relatori anche i consiglieri napoletani Antonello Ardituro e Francesco Cananzi, risultato di una serie di audizioni dei vertici della magistratura, del questore, del comandante provinciale dei carabinieri, del prefetto, di istituzioni scolastiche e associazioni religiose e del tempo libero. C'è stata anche, l'otto aprile scorso, una visita nel carcere minorile di Nisida.

L'ANALISI
La sesta commissione parla di «una situazione minorile partenopea con peculiarità e caratteristiche che ne fanno un osservatorio privilegiato per l'intervento consiliare». E aggiunge: «I recenti allarmanti episodi avvenuti nell'area metropolitana di Napoli, con l'elevato numero di minori a rischio devianza, suggeriscono di focalizzare il momento di analisi su tale territorio». Minori che militano in organizzazioni camorristiche per tradizioni familiari, minori protagonisti di episodiche rapine o furti, minori che si strutturano in gruppi violenti per affermare se stessi su un territorio senza obiettivi nel lungo periodo: sono le classificazioni del documento del Csm. Non mancano gli accenni alle stese, considerate manifestazioni di forza violenta per rimarcare una presenza di gruppo su un territorio. Sono state 52, tra il 2016 e il 2017, le segnalazioni per stese di giovanissimi.

LE PROPOSTE
Da metà 2016 a metà 2017, sono stati dieci i procedimenti per associazione camorristica a carico di minori. Ma preoccupano anche le aggressioni violente delle baby gang. Tra il novembre 2017 e il gennaio 2018, sono state 14, con coltelli e a volte anche pistole. Minori con disagi sociali e familiari che «hanno maturato esperienze di vita difficili». E il plenum, in una delle ultime riunioni prima della fine della consiliatura, dovrà esprimersi su una serie di proposte della sesta commissione. Si parte dalla richiesta di rendere sistematica la possibilità di togliere la responsabilità genitoriale a famiglie in contesti criminali. Vengono sollecitati interventi sulla legge per le adozioni, o sui codici penali e civili. L'intervento sulla responsabilità genitoriale si attua in sinergia tra le Procure, minorile e ordinaria, e tribunale civile. Molta attenzione viene data alla prevenzione e, su questo tema, è la dispersione scolastica a preoccupare di più. Mancano dati tempestivi e precisi. Solo alcuni comuni, come Napoli, li pubblicano sul sito web. La Procura per i minori lamenta di non ricevere informazioni rapide dalle istituzioni scolastiche per intervenire. Mancano assistenti sociali: a Giugliano, ad esempio, ne lavorano solo 6, a Napoli 358. Più attenzione alla dispersione, più interventi sulle famiglie e migliore disciplina della possibilità di privare della responsabilità genitoriale i familiari in contesti criminali sono le proposte più rilevanti della sesta commissione. Se la deliberà sarà approvata, naturalmente verrà poi inviata ai ministeri della Giustizia e dell'Istruzione, alla Regione, ai vertici giudiziari.
Domenica 9 Settembre 2018, 13:54 - Ultimo aggiornamento: 09-09-2018 14:16
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5 di 15 commenti presenti
2018-09-09 14:52:50
finalmente anche la magistratura di Napoli e sperando di Santa Maria Capuavetere adotteranno misure di tutela dei minori, con ritardo visto che ci sono precedenti al tribunale di Catanzaro e Reggio C. Non bisogna essere cauti a fronte di tale impellente necessità, non si devono trovare cavilli di perfezione giuridica ma procedere per interesse primario del singolo minore e della collettività. Estendere tale misura non solo a fatti conclamati ma anche a quelli possibili per prevenire il peggio. Su forza, procedere con speditezza e su più fronti per accerchiare tale fenomeno. I figli dei camorristi ed altri delinquenti non sono "piezze e cor" ma il prolungamento della vena familiare criminale .
2018-09-10 10:25:58
Ovviamente questi 17 ''dislike'' provengono da persone interessate in prima persona a questo (speriamo) giro di vite. Delinquenti che temono di perdere il degno frutto dei propri lombi.
2018-09-09 21:27:42
Molte persone sono scettiche su questo procedimento , ma chi vive in zone che comandano gruppi malavitosi i figli di queste persone hanno già auto,motociclette e denaro in tasca e non sono maggiorenni.Figuriamoci quando diventeranno cosa possono fare con questo tenore di vita che anno da minori. Toglierli significa solo salvarli....
2018-09-10 08:39:38
Questa sembra la strada giusta, c'è un evidente relazione tra le famiglie criminali e la propensione dei figli a delinquere, rotta questa catena forse qualcuno lo si recupera alla vita civile.
2018-09-09 17:44:37
Sono pienamente d'accordo con questa iniziativa. È ora di smetterla con la storia dei minori che delinquono e devono esser rieducati. Sono persone ormai perse. Questi minori, se sottratti alle famiglie di appartenenza che li allevano e li allenano al crimine, possono sperare di diventare cittadini onesti altrimenti non c'è nulla da fare. Non mi risulta che ragazzi di provenienza di famiglie di camorra si siano messi sulla retta via.

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