Quarto, l'antica chiesa medievale dimenticata rinasce grazie al 3D

Quarto, san Nicola in castro di Serra: l'antica chiesa medievale dimenticata rinasce grazie al 3D
ARTICOLI CORRELATI
di Antonio Cangiano

L’unico documento che ricorda l’esistenza del Castro di Serra e della sua chiesa dedicata a san Nicola, è un diploma del principe normanno di Aversa, Roberto I del 1119 redatto da Roberto arcidiacono di Aversa nel quale il principe, ricevuto il consenso dei suoi consanguinei, donava a Donato vescovo di Pozzuoli, il possesso della  chiesa di San Nicola in castro de Serra con tutti i suoi beni, in cambio dell'impegno del predetto vescovo di celebrare per due volte all'anno, una messa in suffragio della sua anima.
 
 

Di questa antica chiesa, oggi divenuta un cellaio dove il vino è messo sapientemente a raffinare, restano solo poche tracce nelle mura  perimetrali e nell’impianto della navata di chiara ispirazione preromanica. Tuttavia, la tenacia di un giovane ricercatore flegreo, Carmine Esposito , appassionato medievalista, già amministratore della pagina Facebook Maria Puteolana - Storia e mito, ci offre la possibilità di ammirare la chiesa di san Nicola in castro di Serra così come doveva apparire ai tempi di Roberto I il normanno, restituita attraverso la tecnica del 3D, il processo di modellazione grafica in forma tridimensionale virtuale generata su computer. 

«Attenti studi e comparazioni mi hanno suggerito la tipologia dell’altare che doveva trovarsi nel presbiterio. Da qui la sua ricostruzione grafica in  3D.  Circa la datazione della chiesa, e più in generale sul periodo di esistenza del castro, i professori  Raffaele Giamminelli e Rosario di Bonito, analizzato lo stipite d'altare ritrovato in sito , lo attestano attorno all'anno '800 circa. Ma non è escluso comunque che tale manufatto sia stato riciclato più di recente da un'altra chiesa più antica, prima di giungere a quella di San Nicola. Dell’antico castro oggi rimangono essenzialmente tre strutture affioranti dal terreno, ossia la Chiesa di San Nicola (l'edificio in condizioni migliori, l'unico ancora provvisto di una copertura, ed oggi usato come cellaio), il mulino, ed un grosso basamento di torre, verosimilmente identificabile con il mastio (la torre principale) dell'insediamento fortificato. Probabilmente, è da identificare come pertinente al castro anche un ulteriore basamento di torre, posto sul versante sud: di quest'ultimo avanzano tuttavia pochi resti, ed è difficile affermare con certezza, allo stato attuale, se si tratti effettivamente di resti di una struttura pertinente al periodo medievale. Occorre osservare che quelle oggi visibili, potrebbero non essere le uniche strutture superstiti dell’antico castro: la collina potrebbe infatti celare resti di altre strutture. In questo potrebbe essere utile un'analisi tramite georadar della zona, che potrebbe evidenziare eventuali avanzi di ulteriori costruzioni».
Lunedì 10 Settembre 2018, 12:44 - Ultimo aggiornamento: 10-09-2018 14:53
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti

QUICKMAP