Napoli, il complesso di Santa Maria della Colonna restituito alla città dopo 40 anni di chiusura

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di Paola Marano

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Dopo quasi quaranta anni il complesso monumentale di Santa Maria della Colonna in via dei Tribunali viene restituito alla città di Napoli. I lavori di restauro e rifunzionalizzazione del complesso in largo dei Girolamini, eseguiti con la direzione della Soprintendenza grazie ai fondi Unesco del Grande Progetto centro storico di Napoli, hanno interessato l’intera struttura di proprietà della Curia voluta dal Cardinale Mario Carafa nel 1566 per istituirvi un seminario di sacre lettere e canti liturgici rivolto a giovani. Successivamente il complesso fu trasformato in uno dei più antichi conservatori di Napoli, che ospitò anche il compositore Giovanbattista Pergolesi.
 

Un intervento durato circa due anni cofinanziato da fondi europei per lo sviluppo urbano, per un costo complessivo dei lavori di circa 1 milione di euro: oggetto del restauro la preziosa facciata barocca, l’apparato artistico e architettonico della chiesa, la corte centrale, gli spazi posti al secondo livello e la copertura. Attività ricreative, sala conferenze e spazi espositivi: potrebbe essere questa la nuova vita del complesso.

«La chiesa  ha rapporti consolidati già con il tessuto associativo e in linea con questa tradizione destineremo lo spazio ad attività, creative sociali, e per nuove attività museali ed espositive – ha spiegato l’assessore al diritto alla città Carmine Piscopo - Siamo al quinto intervento ormai completato del progetto Unesco per il centro antico, altri 9 interventi sono in corso al centro storico e altri cantieri si apriranno a breve. E’ un progetto che rappresenta una straordinaria occasione per la città di Napoli».

Il prossimo monumento pronto a ritrovare i vecchi fasti grazie al progetto Unesco potrebbe essere Castel Capuano: 
«I lavori nel loro incedere mostrano sempre delle novità, che credo potremmo mostrare al pubblico a breve».
Alla presentazione dei lavori al pubblico hanno preso parte anche il Cardinale Crescenzio Sepe, che ha tratteggiato la storia della Chiesa dalla costruzione fino alla chiusura a causa del terremoto del 1980, l'assessore all'urbanistica della Regione Campania Bruno Discepolo, e il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. 

«Un altro risultato per la cultura e il recupero del patrimonio monumentale della città - ha commentato il primo cittadino - ottenuto tutto sommato in temi brevi se si considera la lentezza con cui è arrivato il finanziamento. Mi fa piacere pensare che questi saranno luoghi aperti alla collettività e soprattutto ai giovani». 
 
Martedì 11 Settembre 2018, 16:01 - Ultimo aggiornamento: 11-09-2018 16:09
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1 di 1 commenti presenti
2018-09-12 10:59:15
Era ora la bellezza di questa chiesa con opere di Matteis e il chiostro e la sua età ne fanno una delle tante meraviglie di Napoli, città che se fosse disabitata darebbe solo bellezza e null'altro. Asmodeo

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