Terremoto a Ischia, c'è il decreto: «Aiuti anche a chi ha fatto mini-abusi»

Venerdì 14 Settembre 2018 di Massimo Zivelli
ISCHIA - Ricostruzione sì, e contributi dello Stato anche, almeno per i terremotati che al di là della querelle sui condoni edilizi dimostrino di avere un minimo di carte in regola. Sembra aver dato i suoi frutti la laboriosa trattativa intrapresa dai sindaci dei comuni terremotati dell'isola d'Ischia con il governo, e il decreto speciale sulla ricostruzione a Casamicciola Terme, Lacco Ameno e Forio è stato approvato giusto ieri sera. E quindi nei termini di scadenza che erano stati annunciati dal premier Giuseppe Conte la settimana scorsa durante la sua visita alla zona rossa di Casamicciola. Entrano nelle possibilità di ricostruzione, dunque, anche le abitazioni per le quali erano stati chiesti i condoni nel 2003 e sintomatiche sono state, sempre ieri sera, le parole dello stesso premier, che ha sottolineato come «il governo sta cercando di creare un percorsoper consentire anche la ricostruzione di case non perfettamente in regola, ovviamente distinguendo quello che si può fare da quello che non si può fare».
 
Una dichiarazione che a Ischia è sembrata essere ai sindaci ed alla popolazione, come una apertura da parte dell'Esecutivo, proprio sulla questione di non limitare la ricostruzione al secondo condono edilizio (e cioè quello del 1994) ma di ampliare la possibilità fino al terzo ed ultimo, quello del 2003. «Siamo sicuri che l'approvazione del decreto c'è stata poche ore fa ammetteva con soddisfazione il sindaco di Casamicciola Terme Giovanbattista Castagna anche se i funzionari di Palazzo Chigi da noi interpellati non hanno potuto darci anticipazione sul testo definitivo approvato dal Governo. Nelle prossime ore si capirà meglio come l'esecutivo intende muoversi rispetto alla problematica della ricostruzione post terremoto a Ischia, anche se noi siamo ottimisti sul fatto che le nostre tesi siano state accolte in toto. Specialmente dall'ultimo tavolo di lavoro a Roma, siamo usciti con la convinzione che ministeri competenti e governo hanno fiducia nel nostro operato di sindaci e di amministratori locali ed hanno capito che noi proponiamo cose concrete per aiutare i nostri concittadini e che dietro queste proposte non c'è nessun tentativo di operare imbrogli di alcuna natura».

Trancianti le parole del sindaco di Casamicciola che appena 48 ore prima assieme al suo collega di Lacco Ameno Giacomo Pascale era stato preso di mira da un documento stilato dal locale metup dei Cinquestelle a firma fra gli altri dell'architetto Caterina Iacono, indirizzato a ministri e vertici pentastellati e nel quale si chiedeva sostanzialmente di operare una vigilanza assai stretta proprio sul ruolo propositivo dei sindaci, per i quali era stato adombrato il sospetto di cavalcare l'urgenza e la drammaticità del problema ricostruzione, per ottenere vantaggi di tipo clientelare. In particolare i Cinquestelle di Casamicciola e Lacco Ameno, hanno chiesto a Luigi Di Maio e Toninelli, di valutare bene la possibilità di ascoltare anche la voce dei cittadini e non solo quella degli amministratori locali. «Sul testo che è stato approvato ancora non sappiamo nulla di preciso confermava a sua volta Francesco Del Deo, sindaco di Forio anche se come il collega Castagna resto fiducioso sul fatto che sia stato approvato un decreto che potrà dare risposte concrete alle esigenze dei nostri terremotati. Prima di dare un giudizio definitivo dobbiamo leggere i contenuti e verificare se modifiche sono state apportate al testo concordato».

Premesso dunque che gli abusi per i quali non pende neppure una regolare domanda di condono, non potranno essere ricostruiti, per chi dimostrerà in sede di deposizione delle Schede Aedes di aver aderito nei termini giusti ai tre condoni, la possibilità di mettere mano alla messa in sicurezza della propria abitazione, è assicurata anche dalla legge regionale che prevede le procedure semplificate, basate sulle autocertificazioni. Con l'approvazione del decreto dunque, anche il commissario alla ricostruzione, Prefetto Schilardi, avrà uno strumento in più per snellire l'iter e gestire il suo mandato nel migliore dei modi possibile. La fase della ricostruzione in nessun caso potrà comunque essere avviata, se prima non verrà esaminata in tutti i suoi aspetti tecnici, la problematica relativa ad una eventuale e diversa dislocazione. Il commissario Schilardi avrà ancora dei mesi davanti a se per valutare assieme a tutti gli organismi tecnici, gli studi che sono stati effettuati e che si stanno ancora conducendo in relazione alla persistenza del rischio sismico che storicamente riguarda la zona rossa del comune di Casamicciola in particolare. © RIPRODUZIONE RISERVATA