Napoli, la truffa del cieco col motorino: controlli flop, così è possibile farla franca

Venerdì 12 Ottobre 2018 di Ettore Mautone

Che siano ciechi assoluti o gravi ipovedenti per accedere ai benefici e ai sostegni previsti dallo Stato le persone che non godono del bene della vista devono sempre passare dallo studio di un medico, dalla valutazione di una commissione Asl e dal vaglio dell'Inps che eroga materialmente i benefici. La cecità civile in Italia, a partire dal dopoguerra, è stata tra le prime condizioni di svantaggio ad essere salvaguardata per legge per la presenza di molti reduci di guerra.
 


Un giro di vite è scattato dal primo gennaio 2010. Una legge ha stabilito che il procedimento per l'accertamento dell'invalidità è attribuito all'Inps. Da quella data la domanda avviene in modo informatizzato e nella commissione Asl è prevista la presenza di un medico dell'Inps (ente che però conta su pochi dipendenti e consulenti in larga pare attinti al precariato). È sempre necessario coinvolgere, in prima battuta, il medico curante. La Commissione è composta da un medico legale e due medici di cui uno specialista in medicina del lavoro.
 
Il medico curante compila modelli prestampati scaricati dal sito dell'Inps ed invia telematicamente la richiesta a una piattaforma informatica a cui accede con un Pin. La domanda vera e propria va inoltrata all'Inps dal diretto interessato o da chi lo assiste. Il sito dell'Inps propone la data della prima visita presso la Asl a cui segue una lettera raccomandata. In alcuni casi è possibile richiedere la visita domiciliare. La verifica avviene presso la Commissione Asl competente. Il richiedente può farsi assistere, durante la visita, da un suo medico di fiducia. Al termine viene redatto il verbale elettronico e l'esito comunicato dall'Inps. In caso di diniego è possibile presentare ricorso che ha come unica controparte l'Inps. Nel caso di giudizi conclusi senza unanimità è necessaria una successiva verifica e riesame degli atti o nuova visita. Esiste infine una Commissione medica superiore di monitoraggio e controllo dei verbali che ha facoltà di estrarre particolari posizioni da sottoporre a ulteriori accertamenti e nuove visite.

Oltre alla concessione di esenzioni del ticket e presidi socio-sanitari a seconda della minorazione di cui si è portatori (dispositivi ottici e ausili elettronici per ipovedenti e ciechi video-ingranditore, lenti, ecc.) per i ciechi come per gli altri disabili fisici e psichici gravi è prevista l'erogazione di provvidenze economiche che vanno dall'assegno o pensione di invalidità all'indennità di accompagnamento (per i ciechi civili assoluti), ma anche una indennità speciale per i ciechi parziali. E poi l'iscrizione negli elenchi provinciali del lavoro per il collocamento mirato presso le pubbliche amministrazioni, agevolazioni per i trasporti pubblici, punteggio per l'assegnazione di alloggi popolari, agevolazioni fiscali.

I ciechi parziali hanno diritto ad esenzione del Ticket per farmaci ed esami. La pensione è attualmente di 282,55 euro per tredici mensilità erogata dall'Inps e scatta per redditi inferiori ai 16.664,36 euro, leggermente ritoccata al rialzo rispetto agli anni precedenti. Altri 10,33 euro derivano dalla Finanziaria del 2001 (totale quindi 292,88). Viene erogata anche ai minori di 18 anni e dopo i 65 anni ma è incompatibile con la pensione sociale. L'Inps nel 2018 eroga anche una indennità speciale di 209,51 euro per 12 mensilità che viene concessa indipendentemente dal reddito ma incompatibile con altre indennità di servizio o di guerra e compatibile con la pensione spettante ai ciechi civili parziali, non con la pensione sociale. Per i ciechi parziali l'indennità è concessa anche ai minorenni

Coloro che hanno totalmente perso le capacità visive o hanno residui insignificanti (inferiore al 3%) oltre a tutti i benefici dei ciechi parziali godono di una pensione di 305,56 euro per 13 mensilità ridotte a 282,55 se il disabile è ricoverato in un istituto con retta interamente o parzialmente a carico di un ente pubblico. Anche in questo caso esiste un'ulteriore indennità di circa 10 euro e il limite di reddito e di 16.664,36. L'indennità è cumulabile con altri trattamenti pensionistici di invalidità. Infine l'Inps eroga l'indennità di accompagnamento (915,18 mensili per 12 mensilità) indipendente dal reddito (anche da lavoro, che è permesso) ed è concessa anche ai minorenni. Indennità eventualmente cumulabile con l'accompagnamento concesso agli invalidi civili o ai sordomuti diventati tali per altre patologie.

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