Metropolitana di Napoli, tornelli chiusi per evitare la ressa

Venerdì 9 Novembre 2018 di Paolo Barbuto
Non v'aspettate un racconto di grandi disagi che mettono in ginocchio una città, questo sarà un racconto di piccoli disagi che, però, mettono in ginocchio la vita delle persone: il ritardo per una coda alla Metro che ti fa prendere un rimbrotto al lavoro, la chiusura di un funicolare che ti costringe a prendere il taxi per non mancare a un appuntamento importante, la rabbia per aver scelto di utilizzare il trasporto pubblico in una città che non riesce a garantire un servizio preciso. Qui a Napoli le cose funzionano un po' a caso, i bus passano a orari indefiniti, la Metropolitana arriva con ritardi variabili e imprecisati, le funicolari ti sbattono le porte in faccia all'improvviso.

Ma se il problema del trasporto su gomma è atavico e sotto gli occhi di tutti (traffico, mezzi antiquati, lavori che bloccano le strade), quello che viaggia sulle rotaie non dovrebbe essere così inattendibile. E invece lo è.
 
Se tutto andrà bene, oggi riaprirà dopo una settimana di chiusura la funicolare di Mergellina: colpa di un paio di alberi pericolanti che mettevano a rischio i vagoni nel percorso scoperto. A dire la verità quella funicolare è stata anche chiusa, di recente, perché la galleria terminale, alla prima pioggia, si trasforma in un fiume d'acqua, ma nessuno riesce a spiegarsi il perché. La più maltrattata delle quattro funicolari napoletane viene anche sacrificata, puntualmente, quando il personale è malato e bisogna rinforzare il servizio sugli altri percorsi.

A dire la verità un albero pericolante era anche in bilico sul percorso della funicolare di Montesanto che, ieri, è rimasta chiusa per mezza giornata. L'altro giorno, invece, proprio all'ora in cui si va al lavoro o a scuola, s'è fermata la funicolare di Chiaia. Un'ora in tutto di blocco, proprio nel momento in cui la città ne aveva bisogno.

Ognuno dei casi che vi abbiamo segnalato ha provocato un disagio, piccolo o grande, a centinaia di napoletani che avevano dato fiducia al servizio di trasporto pubblico, e una città a misura d'uomo non tradisce la fiducia dei propri abitanti.

Succede con sempre maggiore frequenza che i passeggeri pronti a prendere la metropolitana a piazza Garibaldi, si trovano di fronte a una chilometrica coda ai tornelli. E sapete chi è che crea quella coda? L'Azienda Napoletana di Mobilità. Sì, avete letto bene, mentre nel resto del mondo si cercano soluzioni per evitare le code agli ingressi, a Napoli si lavora per generarle. Il motivo è imbarazzante: ci sono pochi treni e nelle ore di punta c'è troppa gente, così per evitare che le persone si accalchino sui binari, viene bloccata la maggior parte dei tornelli. I pochi accessi lasciati in funzione sono presi d'assalto e le persone restano in fila un'eternità prima di poter obliterare. Insomma, la soluzione geniale è quella di mettere un ostacolo tra i passeggeri e la banchina, così non ci sarà la calca. È una situazione imbarazzante che farebbe arrossire di vergogna qualunque società di trasporto pubblico, non l'Anm che, anzi, ne è talmente fiera da comunicarlo ufficialmente tramite ogni canale possibile.

Piccola chiosa finale per prevenire eventuali e inevitabili puntualizzazioni: sappiamo che sono arrivati nuovi autobus per rinforzare la flotta, ma sappiamo anche che non bastano; sappiamo che l'albero che ha bloccato la funicolare di Mergellina apparteneva a un condominio privato che ha impiegato troppi giorni per eliminare il pericolo; sappiamo che le chiusure delle strade non sono imputabili ad Anm; sappiamo che la limitazione degli ingressi alle fermate della metro serve a evitare chiusure improvvise per questioni di sicurezza.

Sappiamo, soprattutto, che muoversi con i mezzi dell'Anm è come puntare su un terno al lotto: si vince una volta su dodicimila. Ma noi napoletani non abbiamo dodicimila giorni da investire in questa scommessa. © RIPRODUZIONE RISERVATA