Pace fiscale, spunta anche la rottamazione dell’Imu

Mercoledì 21 Novembre 2018 di Michele Di Branco
Pace fiscale, spunta anche la rottamazione dell’Imu
La Rottamazione delle cartelle esattoriali apre anche all’Imu e alla Tasi. È quanto previsto da un emendamento della Lega, che dovrebbe essere presentato nei prossimi giorni nel quadro del Dl fiscale attualmente all’esame della Commissione finanze del Senato. L’obiettivo del governo è riuscire a far votare il provvedimento entro martedì prossimo e, appunto, nel provvedimento potrebbe trovare posto un allargamento della definizione agevolata dei ruoli anche alla tassa sugli immobili, che nel 2012, su impulso del governo Monti, ha sostituito l’Ici. Per questa soluzione, che sarebbe facoltativa per i sindaci, spingono anche i Comuni, soprattutto quelli meridionali, che lamentano un elevato tasso di evasione fiscale nell’area delle imposte locali. 

I CALCOLI
L’Anci calcola un mancato incasso da 3,5 miliardi l’anno su questo fronte. La Rottamazione consentirebbe agli Enti di recuperare risorse fresche dai contribuenti pentiti, risparmiando anche sui notevoli costi legati all’attività ordinaria di accertamento e di recupero. L’eventuale rottamazione di Imu-Tasi avrebbe lo stesso meccanismo dell’attuale formula che già riguarda le imposte nazionali e le multe stradali. I contribuenti sarebbero dunque tenuti al versamento dell’intero importo delle tasse non versate e degli interessi legali godendo però della cancellazione di sanzioni e interessi di mora. Le prime due rate per il 2019 (anche se sarebbe possibile pagare in un’unica soluzione) sarebbero fissate per il 31 luglio e 30 novembre e poi, nel 2020, le scadenze per i pagamenti sarebbero invece spalmate in 4 appuntamenti: 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre.

A proposito di Rottamazione, ieri è saltato l’emendamento “anti-fuga” presentato dai 5 Stelle. La proposta prevedeva, per chi sceglie di pagare a rate la rottamazione dei processi verbali di constatazione e degli atti di accertamento, che la procedura venisse perfezionata al pagamento di almeno la metà delle rate previste. Ma il relatore del Dl fisco, Emiliano Fenu (M5S), ha osservato che «diverse amministrazioni hanno fatto notare che lo spostamento del perfezionamento genera indeterminatezza». Ancora i pentastellati hanno avanzato un emendamento che consente a coloro che hanno venduto immobili in regime di edilizia convenzionata, senza affrancarsi dal vincolo massimo di cessione, di poterlo fare successivamente versando una modesta percentuale.
 
GLI ALTRI RITOCCHI
«Non è un condono ma uno strumento per disinnescare una bomba sociale» ha fatto sapere il Movimento guidato dal vicepremier, Luigi Di Maio, spiegando che «non si può andare a richiedere i soldi dopo dieci anni a chi ha rivenduto a prezzi di mercato una casa acquisita a costo agevolato, come stabilisce una sentenza della cassazione di tre anni fa. Si scatenerebbe il caos a livello giudiziario prima e sociale poi: in ballo ci sono 200 mila immobili soltanto a Roma». Quanto alle norme della Pace fiscale («Le misure rispondono a istanze di pacificazione nell’ambito di alcuni rapporti particolarmente conflittuali tra fisco e contribuenti nei casi in cui sussiste un’oggettiva difficoltà di adempimento dell’obbligo tributario» ha osservato ieri il premier, Giuseppe Conte), dopo aver cancellato il condono che era stato messo a punto per consentire a chi non aveva messo in dichiarazione alcuni guadagni, negli ultimi 5 anni, di sanare la propria posizione pagando il 20%, il governo lavora sulla sanatoria per correggere le irregolarità formali. E’ ormai saltato invece, l’allargamento del perimetro della Pace agli avvisi bonari: una misura che avrebbe avuto un impatto di 3 miliardi nel triennio 2015-’17 in termini di mancato gettito.
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