I vigili urbani di Napoli ci ricascano, boom di assenze a Natale e Capodanno

Giovedì 13 Dicembre 2018 di Valerio Esca
I vigili urbani ci ricascano. Dopo lo scandalo dei permessi studio (esploso a novembre e raccontato dal Mattino) ecco quello delle licenze per i fruitori della legge 104 (lavoratori affetti da disabilità o che assistono familiari) e della legge 53 (congedi parentali). Le 155 richieste pervenute al comandante dei caschi bianchi Ciro Esposito cadono tutte nei giorni clou delle festività natalizie e di Capodanno: il 24, il 29, il 30 e il 31 dicembre. La maggior parte arrivano dai reparti considerati «centrali»: come Chiaia, San Lorenzo e Avvocata. In sostanza dove c'è maggiore necessità di uomini in strada, in giorni considerati da bollino rosso come la notte di San Silvestro. È pur vero che è un diritto sacrosanto, lo prevede la legge, quello dei lavoratori di ottenere la licenza per assistere un parente disabile. Ma è molto sottile la linea che passa tra chi realmente gode di questo istituto e chi invece se ne approfitta.
 
Il comandante Esposito, a fine novembre, aveva comunicato preventivamente a tutti gli agenti il limite massimo di licenze da poter attribuire nei giorni di Natale, Capodanno ed Epifania, con un tetto che non superasse il 30 per cento, compresi i riposi settimanali e i giorni non lavorati, oltre appunto ai benefici di legge. «Il Corpo conta 1650 agenti ed escludendo gli inidonei e i parzialmente idonei ho dovuto porre, come anche gli altri anni, un limite di ferie da poter concedere ai vigili nei giorni di Natale» spiega il generale Esposito. «Il problema nasce nel momento in cui mi arrivano troppe richieste per licenze dovute alla legge 104 e 53 - incalza il comandante dei caschi bianchi - Io non posso far altro che concederle: questo prevede la normativa». Il risultato è che gli altri vigili, ovvero chi non ha parenti fino al terzo grado affetti da disabilità o non ha figli, rimarrà al lavoro e non potrà andare in ferie nei giorni di Natale.

Contro il comandante si schiera il sindacato Csa: «L'organico della polizia locale è sempre più carente tuona la vigilessa Roberta Stella - Ed invece di comprendere che non si può volere la botte piena e la moglie ubriaca, si fanno disposizioni sempre più stringenti in danno dei lavoratori, riducendo la percentuale di personale a cui possono essere concesse le ferie ed inserendo nel 30 per cento, anche le leggi 104, 53, riposi e non lavorativi. Gli anni scorsi infatti nella percentuale erano incluse solo le ferie ordinarie. Di fatto si ottiene che a nessuno o a pochissimi possano essere concesse ferie, programmate entro il 22 ottobre 2018. In pochi anni la situazione è precipitata: i compiti e la richiesta di presenza della polizia locale aumenta ed il numero degli agenti diminuisce. Stare in famiglia è una necessità di tutti. Pur condannando gli abusi, è lapalissiano che la polizia locale paghi il prezzo altissimo di un'emergenza continua. Non sono aumentati i fruitori di legge, ma è stata ridotta la percentuale di licenze ordinarie concesse».

Nei caschi bianchi di Napoli, che contano 1.650 unità, ben 233 sono i fruitori della legge 104, 6 per uso personale e 227 per assistenza familiare. Mentre coloro che usufruiscono dei congedi parentali previsti dalla legge 53, sia mamme che papà, sono 227. Quest'anno sono fioccate 97 richieste per la 104 e altre 58 per le legge 53. Con queste ultime destinate a lievitare nei prossimi giorni. La normativa, infatti, prevede che chi rientra nella sfera dei fruitori della legge 53 può fare domanda di licenza anche il giorno prima, senza alcun obbligo di comunicazione preventiva. Il comando non può far altro che prenderne atto e concedere il congedo. «Mi rendo conto che molti vigili siano arrabbiati perché non hanno potuto ottenere neanche un giorno di ferie evidenzia Esposito -, ma si deve capire che non possiamo rimanere senza agenti in strada a Natale o la notte di Capodanno». Ultimo aggiornamento: 14:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA