Manovra, Moscovici: lavoro affinché Italia non sia sanzionata

Martedì 18 Dicembre 2018
Pierre Moscovici

Il commissario europeo agli Affari economici, Pierre Moscovici, ha dichiarato oggi ai microfoni dell'emittente francese Rtl di lavorare affinché, oltre alla Francia, «neppure l'Italia sia sanzionata»: «Penso che sarebbe negativo - ha aggiunto - è un grande Paese della zona euro, in cui ha il suo posto».

lntanto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha sentito al telefono, questa mattina, Moscovici e il vice presidente della commissione europea Valdis Dombrovskis. Lo si apprende da fonti di Palazzo Chigi. I colloqui rientrano nell'ambito della interlocuzione in corso tra Roma e Bruxelles sulla legge di bilancio. Nel collegio dei commissari europei di domani Dombrovskis e Moscovici «faranno il punto della situazione sulla manovra italiana». «Il dialogo con il Governo italiano continua, abbiamo scambi che proseguono, e per questo domani i commissari Dombrovskis e Moscovici aggiornano il collegio e poi si decideranno i prossimi passi. Ma è interamente in mano al collegio la decisione da prendere», ha detto la portavoce del presidente della commissione Jean Claude Juncker. 

«Sono in contatto permanente con Tria, il ministro delle Finanze italiano, con Conte, il presidente del Consiglio - ha detto ancora Moscovici - ancora ieri sera e di nuovo stamattina. È in corso un dialogo costruttivo affinché l'Italia possa portare avanti la politica che vuole. Non spetta a me discutere la legittimità del governo italiano e la sua politica, ma che lo faccia rispettando le regole. E ho buone speranze che ci si riesca». Incalzato sul suo parere riguardo i contenuti della legge di bilancio italiana, Moscovici ha aggiunto che da un punto di vista personale è convinto che «una buona politica debba prima di tutto puntare sugli investimenti e, nel caso dell'Italia, il problema del paese è un tema di produttività e di competitività».

Va avanti dunque la trattativa tra il governo e l'Unione europea per evitare la procedura di infrazione sulla manovra. A quanto apprende l'Adnkronos da fonti autorevoli, il presidente del Consiglio avrebbe difeso il lavoro portato avanti in queste settimane, a partire da quella limatura del rapporto deficit/Pil portato con fatica al 2,04%. Numeri reali, avrebbe spiegato il premier, è non frutto di un'operazione di maquillage. Le modifiche apportate sono sostanziali, fatte per evitare il cartellino rosso. L'Italia non sta giocando, ma lavorando a pancia bassa.

Ma nella telefonata con Dombrovskis e Moscovici, Conte avrebbe anche chiarito la propria indisponibilità a ritocchi al reddito di cittadinanza e quota 100. Spendendosi in prima persona e non a nome dei due vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini. È per il premier, viene infatti assicurato dalle stesse fonti, che le due misure bandiera non possono essere toccate ulteriormente: non tradiamo gli italiani, il motto di Conte, che per primo non vuole fare passi indietro su restyling della Fornero e reddito di cittadinanza alle fasce più disagiate. «Ne va della mia credibilità», avrebbe detto più volte ai suoi collaboratori. Il clima delle telefonate viene descritto buono, a Palazzo Chigi c'è fiducia nonostante la trattativa non sia cosa semplice. Conte è convinto e determinato a portare a casa il risultato, nelle telefonate di questa mattina ha messo sul piatto tutto il suo peso politico.

 

Ultimo aggiornamento: 21:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA